NATURA CHE CURA

Omeopatia protagonista; a Milano, a palazzo Marino, alla presenza dell’Assessore Giampaolo Landi di Chiavenna, AIOT, ASSOCIAZIONE ITALIANA DI OMOTOSSICOLOGIA, OMEOPATIA E MEDICINA INTEGRATA, ha presentato un kit e un manuale, “Omeopatia e cenni di Omotossicologia”, terza uscita della collana “Quaderni della Salute”, allo scopo di far conoscere l’omeopatia. Nell’ambito della Giornata Mondiale dell’Omeopatia, il 10 aprile verrà illustrato il progetto multimediale “Natura che cura”,, che si propone di sensibilizzare i preadolescenti sulle medicine di origine naturale, complementari, per migliorare la qualità della vita sin dalla tenera età.
“Il quaderno della salute sull’omeopatia, come ha dichiarato Landi di Chiavenna, avrà come obiettivo la tutela della salute di ogni cittadino attraverso l’informazione, una maggiore consapevolezza e soprattutto la responsabilizzazione del cittadino per le scelte terapeutiche effettuate, allo scopo di mantenere sempre e comunque uno stato di benessere e salute”.
L’opuscolo, patrocinato dal Comune, sarà distribuito nelle farmacie e nelle biblioteche comunali.NO PATENT: “Creiamo futuro”, ovvero una proposta sul tema dei brevetti industriali a favore della circolazione del sapere.Fin dal 1999 le manifestazioni di Seattle contro l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) hanno portato alla ribalta il tema dei brevetti e della proprietà
intellettuale, inserendolo nell’agenda politica dei movimenti sociali mondiali. Nell’ultimo decennio, i cittadini che si sono attivati per affermare il diritto ad una globalizzazione non orientata solo ed esclusivamente al profitto sono aumentati in modo esponenziale, e sono cambiate radicalmente le sensibilità e le aspettative degli utenti. L’ossessiva protezione orientata al monopolio di beni vitali e necessari quali ad esempio i farmaci, le sementi per agricoltura e l’acqua sono sempre più
frequentemente sotto accusa, ed hanno stimolato importanti campagne di sensibilizzazione nell’opinione pubblica. Ciò è vero in particolare nel settore farmaceutico, dove il brevetto resta il principale strumento per la protezione degli investimenti in ricerca, al punto che più volte gli interessi delle aziende hanno avuto la meglio sugli interessi diffusi della salute pubblica. Guna S.p.a. è un’azienda farmaceutica presente sui mercati internazionali, che opera nella ricerca scientifica e produzione industriale di farmaci d’origine naturale. È uno dei leader europei del settore omeopatico ed omotossicologico, nata quasi trent’anni fa per desiderio e volontà dei coniugi Alessandro Pizzoccaro ed Adriana Carluccio. Guna crede fermamente in una medicina basata sulla
persona, rispettosa dell’unicità corpo-mente-spirito del paziente, orientata alla prevenzione delle malattie ed alla promozione di corretti stili di vita. Uno dei meta-obiettivi di Guna è quello di stimolare ogni individuo alla ricerca del proprio stato di salute ideale, ricerca che richiede particolare attenzione non tanto all’intervento sul sintomo, bensì a mantenere l’organismo in uno stato di equilibrio psico-fisico-emozionale che è condizione privilegiata per attivare al meglio le
proprie difese immunitarie. Guna è cosciente che l’obiettivo finale di un’azienda è quello di fare business, e si riconosce senza false ipocrisie in questo modello, ma è convinta che la ricerca
del profitto non possa e non debba essere disgiunta da obiettivi di carattere etico e sociale, e che il business possa avere un volto umano. Come azienda, percepisce responsabilità di vario tipo: investimenti in ricerca scientifica, in occupazione, in innovazione tecnologica, nel benessere dei dipendenti e del territorio, nel miglioramento degli indici di salute generale delle nazioni dove
opera, e nello stimolare approcci più consapevoli nei confronti del concetto di
salute e di malattia. dott. Alessandro Pizzoccaro
Guna desidera guardare al futuro, impegnandosi per garantire con il proprio contributo il benessere delle comunità, e non desidera impiegare risorse per “proteggere il passato”. L’azienda vuole quindi con questa lettera rendere noto che dall’intera gamma di farmaci di propria produzione sono state eliminate tutte le procedure di protezione brevettuale di prodotti e processi industriali. Guna ha recentemente investito notevoli risorse per la creazione ed attivazione dei nuovi laboratori di Via Palmanova a Milano, che sotto il profilo tecnologico sono i più avanzati al mondo nel settore omeopatico, e sta proseguendo in un piano quinquennale di ulteriori significativi investimenti in ricerca scientifica. Ogni innovazione tecnologica, di prodotto o di processo risultante dalle attività dei nuovi laboratori, come pure d’ogni altra unità locale di ricerca dell’azienda in Italia ed all’estero, verrà immessa sul mercato senza protezione brevettuale, come pure sarà “copyleft” (circolazione gratuita e senza necessità di preventiva autorizzazione, purché con citazione della fonte) ogni nuova pubblicazione editoriale – scientifica o di divulgazione – edita dall’azienda, ivi inclusi i risultati degli studi clinici finanziati da Guna. Noi interpretiamo la logica brevettuale come una pesante zavorra, che blocca il naturale impulso dinamico allo sviluppo delle nuove conoscenze. Il terzo millennio ci pone dinnanzi nuove ambiziose sfide: sarà possibile sperare di vincerle solo
basando la propria attività su valori differenti, primo tra tutti la condivisione del sapere a tutti i livelli. Nel nostro piccolo, siamo fermamente determinati a dare il nostro fattivo contributo. Guna non ha la pretesa di far abolire o far vietare brevetti e copyright, ma ha l’ambizione di fare una propria scelta consapevole, meditata e razionale: invitiamo con questa lettera i protagonisti del settore farmaceutico -orientati alla qualità ed all’efficienza -a riflettere sul vantaggio per tutti, aziende e pazienti, derivante dall’indirizzare risorse ed energie ad una ricerca scientifica libera e
condivisa, anziché alla protezione ossessiva di conoscenze e saperi. In estrema sintesi, noi auspichiamo per il futuro un approccio “olistico” alla gestione delle conoscenze, così come l’omeopatia propone un approccio olistico alla salute del paziente.
Il Presidente di GUNA S.p.a.
Una conferenza a Roma, poi, ha avuto il compito di ottenere il permesso sulla tracciabilità del prodotto e il diritto del paziente ad essere informato, se desidera affiancare alla medicina tradizionale quella non convenzionale.
Nel FORUM “CHI (NON) VUOLE L’OMEOPATIA?”Lo sviluppo (mancato) di un settore nel quale le imprese non possono assumere a causa dei ritardi dell’Italia nell’attuazione  delle norme comunitarie. E il 10 aprile è la giornata mondiale dell’omeopatia…
Secondo recenti indagini Istat , negli ultimi anni si sono affidati all’omeopatia tra gli 8 e i 10 milioni di Italiani, oltre il 20% della popolazione. A prescrivere farmaci omeopatici vi sono ormai più di 20.000 medici ed il settore produttivo , che va ricordato rappresenta il terzo mercato in Europa dopo Francia e Germania, sfiora il fatturato di circa 300 milioni di euro all’anno. Il contributo che le aziende del settore versano allo Stato annualmente sotto forma di contributi ed imposte varie è di circa 50 milioni di euro.Numeri importanti che , nonostante i legacci e le pastoie burocratiche che colpiscono il settore dell’omeopatia dimostrano chiaramente quali siano le potenzialità di un settore sempre in espansione.L’Unione Europea, da tempo impegnata ad assicurare un elevato livello di protezione, competitività e innovazione nel settore della salute, ha emanato nel 2006 la”Direttiva sui Farmaci”, che ha come obiettivo l’allineamento tra tutti gli Stati membri, Italia compresa, in materia di regolamentazione e commercializzazione di nuove categorie di farmaci. Alcuni articoli della Direttiva fanno esplicito riferimento con trasparenza e voluta chiarezza al “farmaco omeopatico” ma, ad oggi , nonostante la Direttiva sia stata correttamente recepita dall’Italia nell’aprile 2006 con Decreto Legislativo 219/2006, la situazione permane di fatto invariata. Il fatto che AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) abbia pochi giorni fa licenziato  le linee guida relative alla registrazione di nuovi farmaci secondo una procedura semplificata non è sufficiente a regolamentare pienamente il settore secondo quanto disposto dal dispositivo di Legge. Altri aspetti vanno affrontati con rapidità e soprattutto tempestività.Proprio in queste settimane , Omeoimprese ,l’associazione di categoria, e diversi parlamentari , in rappresentanza di quasi tutti gli schieramenti politici e la Commissione Europea , hanno , attraverso numerose interrogazioni parlamentari,  chiesto conto ad AIFA rispetto al biblico ritardo con cui in Italia si sta dando corso ad una Legge che , se pienamente attuata consentirebbe alle aziende di creare centinaia di nuovi posti di lavoro , con una ricaduta positiva sulla crisi che in questo momento colpisce il nostro Paese e incrementerebbe gli investimenti nel comparto della ricerca medico-scientifica.  Di medicina naturale e dello sviluppo del comparto omeopatico, se ne discuterà mercoledì 8 aprile, alle 11, al forum dal titolo “Chi (non) vuole l’omeopatia?”, organizzato da Direnew communication, che si svolgerà nella sala multimediale di Direnew, in piazza Alessandria 24, Roma.Al forum:Domenico Gramazio (Pdl) , vicepresidente commissione Igiene e Sanità del Senato, Daniele Bosone (Pd), vicepresidente commissione Igiene e Sanità del Senato, Alessandro Pizzoccaro, presidente Guna Spa, Maurizio Lupardini, psicoterapeuta, docente dell’Associazione medica italiana di Omotossicologia (Aiot). Moderatore dell’incontro, Giuseppe Pace, direttore dell’agenzia di stampa Dire.