Alox, in sintesi l’innovazione

Carattere eclettico, è riuscito a trasformare le sue passioni in attività; è laureato in filosofia, ma affascinato da tutto ciò che è innovazione. Cerca di cogliere nelle grandi trasformazioni di questi anni un’opportunità. Lo puoi incontrare negli eventi milanesi con la videocamera in mano intento a filmare o con il suo saxofono affianco al Dj. Oggi vi parlo di Alox, milanese, classe 1977, videomaker, comunicatore, musicista.

Come hai mosso i primi passi?

“Sono diventato giornalista a 22 anni lavorando al nuovo.it, che fu il primo quotidiano web. Era il 2000, tempi della New Economy, lì si faceva già un Tg online che però purtroppo non vedeva nessuno perché la connessione andava a 56k … Poi, dopo la laurea in filosofia, ho passato un periodo a New York lavorando per l’Istituto Italiano di Cultura allora diretto da Claudio Angelini. Tornato in Italia nel 2004, ho iniziato a collaborare con Corriere online e sono stato con Arianna Chieli uno dei primi collaboratori di corriereTv, seguendo costume inchieste e la moda, erano tempi di grande entusiasmo, si aveva la sensazione di essere pionieri di un mezzo che doveva crescere”.

Poi, però, hai scelto di lasciare il giornalismo…

“Si, ho seguito la mia passione per i video, mi sono messo in proprio e nel 2010 ho creato Alox Media che oggi produce non solo video, ma contenuti web completi per diversi clienti. Ed è stata un’intuizione giusta perché con i social si è aperto un grosso mercato e i video occupano 1/3 delle attività degli utenti online”.  

Parallelamente sei anche musicista…

“Ho iniziato a suonare il sax relativamente tardi, a 16 anni, corsi serali di jazz al conservatorio con Michele Bozza, e poi allievo di Paolo Tomelleri. Ricordo quando mi interrogavo su quale strada prendere, quella del giornalismo o della musica e alla fine, al netto delle trasformazioni, le ho portate avanti entrambe. Non sarei stato appagato se avessi scelto una sola strada”.

Come hai cominciato?

“Anche nella musica sono sempre stato affascinato dalle contaminazioni. Dal jazz sono passato alla musica elettronica. Ricordo dieci anni fa che mi esercitavo ore e ore di notte nella mia cantina sui pezzi deep house della neonata Rmc2, fatta da Dj Dado Funky Poetz con cui poi avrei iniziato una lunga collaborazione. Molti “purtisti” della scena jazz pensavano fosse una degradazione, io ci vedevo il nuovo genere su cui sperimentare, che di lì a poco si sarebbe imposto. Un amico, una volta, mi disse “il tuo talento è portare l’anima nella musica fatta con i computer e i sintetizzatori” e mi riconosco molto in questo”.

Da allora hai fatto parecchie cose…

“La carriera mi ha portato a suonare in tanti contesti e eventi anche prestigiosi, come l’Armani Hotel o a San Siro per la finale di Champions League, un’emozione fantastica. Oggi suono nei club, negli hotel o eventi dove mi chiamano. Una delle realtà più dinamiche è After Jesus, una crew di cui faccio parte con la direzione musicale di Alessandro Ghassemi, e che è composta da 4 Dj molto noti (Ghassemi, Valentina Sartorio, Nora Bee e Andy Rosh) e tre musicisti, sax, Elsa Martignoni al violino e Alessio Donati alle percussioni. Ci siamo uniti per portare avanti insieme un’idea di intrattenimento nuova e in linea con le esperienze europee. La prossima esibizione sarà sabato 11 marzo al Clubhaus di Milano.

Altre realtà musicali interessanti?

Artisti che apprezzo all’estero sono il saxofonista argentino/zurighese Florencio Cruz, il belga Sir Charles, lo spagnolo Lugotti, o il violinista tedesco David Garret, tutti impegnati in un percorso che sento affine. In Italia è molto interessante il percorso del compositore Alberto Traversi, con i suoi show tra musica elettronica e danza classica”.

Sono buoni risultati di questi tempi!

“Non mi do’ mai per vinto, anche nei momenti di difficoltà. Cerco sempre di immaginare come sarà il mondo e come voglio essere io tra 5 anni. Ho bisogno di muovermi secondo una mia visione personale. Trovo che il periodo che stiamo vivendo sia al contempo terribile e affascinante. Come sosteneva McLuhan, le fasi di trasformazione tecnologica sono vere rivoluzioni. E’ necessaria molta lucidità per non farsi travolgere. Ma con lo spirito giusto sono una riserva di opportunità. Ci vuole passione e costanza, poi i risultati arrivano”

 

 

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Informazioni su Lovatelli Caetani

Trend setter, ovvero giornalista esperta di tendenze, recepisce le tendenze della moda, del divertimento, del design e del wellness e le anticipa, o, talvolta, le crea e le lancia sulle testate con le quali collabora, tra quotidiani, settimanali, mensili, radio, internet, tv. Modera presentazioni di libri e partecipa come opinionista ad alcune trasmissioni. Attualmente collabora con Libero, tgcom 24 e Radio Number One, svolge attività di ufficio stampa per famosi brand del settore food e vitivinicolo, noti ristoranti, locali fashion, personaggi del mondo della tv, cause e programmi sociali, come primadelclick.it, grandi chef, scrittori. Un passato da modella, lavoro accantonato per dedicarsi allo sport e allo studio, dopo il diploma di Liceo Classico, quello di Copy Writer all’International College of Design, così come quello di Fitness Instructor conseguito all’Ospedale Sacco di Milano, si dedica alla sua passione, la scrittura e affronta ogni nuova sfida con serietà, iscrivendosi anche a corsi di dizione, di teatro, per offrire sempre il massimo della professionalità, anche nella conduzione tv. Si Laurea In Scienze Politiche, Storia dei Trattati e Diritto Internazionale, con una Tesi dedicata alla Politica Estera Vaticana e al Libano come centro geopolitico internazionale, diventa collaboratrice de La Prealpina di Varese,La Notte, il Giornale, di Panorama-Periscopio, Libero, Il Tempo, con una rubrica e una collaborazione come corrispondente per le sfilate milanesi,TgCom 24 le assegna un suo blog, For Men e Natural Style due rubriche, così come Cronaca Qui. Collabora anche con riviste dedicate al fitness, alcune riviste le assegnano l'incarico di caporedattore e direttore di testate, collabora anche con molte radio, da 101 a Radio Lombardia, passando per 105 Classics, M2O, Radio Rai Uno e Radio Rai Due, dove è iniziata la sua formazione radiofonica, con autori storici della Rai. Per la televisione non succede nulla di diverso: daTelelombardia, dove Daniele Vimercati le insegna a fare giornalismo tv a 360 gradi, ad Antenna 3, dove è stata autrice e conduttrice, alla Rai, a Matchmusic, solo per citarne alcune, così come Play tv, Fun tv, Odeon, Vero tv come opinionista, Discovery Channel, dove è stata selezionata come esperta di tendenze. Ha vinto il Premio Cortina Press e il Premio News Cup destinato ai personaggi che si sono distinti per capacità di comunicazione, scrittura e arte e pubblicato un libro sullo stadio Giuseppe Meazza, un progetto dell’Assessorato allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Milano. Ha tenuto al Polimoda di Firenze alcune lezioni di trendsetting. Modera presentazioni di libri ed eventi, partecipa a programmi tv come opinionista, realizza, come giornalista in video, servizi e interviste. Insomma, il suo percorso da giornalista è a tutto tondo, caso più unico che raro nel panorama italiano. Negli ultimi anni ha anche curato, come Ufficio Stampa, numerosi brand in fase di lancio o gia’ noti, si è occupata di strutture turistiche, organizzato mostre per giovani artisti, press preview per concept store dedicati al food, ristoranti e locali alla moda, o design, personaggi, societa' di comunicazione,grandi eventi.E' senior account della società Spin You di Milano-www.spinyou.it Francesca nasce in una famiglia che annovera tra i suoi avi, Papi, Cardinali, una donna Accademica dei Lincei, la sua trisnonna, ma per lei le vicende delle famiglie aristocratiche sono interessanti dal punto di vista delle figure che hanno contribuito a livello di cultura, arte, in veste di benefattori, come fisiognomica dei volti e come tradizione, perché la vera nobiltà è quella dell'anima.

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