La grande illusione e culture a porter

Quest’anno, in occasione del Salone del Mobile, Zara Home ha invitato l’artista contemporaneo britannico Simon Costin a curare una collaborazione creativa dedicata alla collezione Primavera/Estate 2017. Intitolato “LA GRANDE ILLUSIONE”,  il progetto utilizza il monomarca di Milano come piattaforma dove un concept surreale si traduce in display e manichini oversize e scenografie giocose.

Simon Costin è un art director di fama internazionale e uno scenografo rinomato per la natura ambiziosa della sua direzione artistica su sfilate e redazionali. Possiede un grande talento e conosce l’arte magica e inconsueta di far diventare realtà l’impossibile, attingendo ad un universo molto personale e privato. Simon applica questa sua visione alla nuova collezione Primavera/Estate 2017. Costin ha saputo trovare l’ispirazione in luoghi inaspettati, come le incisioni del XVIII° secolo raffiguranti Arti e Mestieri attraverso personaggi vestiti in abiti da lavoro. Da questo immaginario è nata l’idea di manichini che indossassero prodotti Zara Home come se fossero capi d’abbigliamento. L’artista ha portato all’estremo l’idea di animare gli oggetti attraverso l’interazione con i modelli. La collezione Zara Home prende vita all’interno di questo universo magico, come in un mondo fiabesco. 

Per rafforzare la visione artistica di questa collaborazione, il grande fotografo di moda inglese Tim Walker, uno dei collaboratori più stretti di Costin, ha immortalato il progetto sviluppando sei scatti esclusivi, ognuno dei quali mostra la collezione estiva di Zara Home con la modella Irina Liss. Simon ha chiamato inoltre il creativo Thierry Boutemy, uno dei più stimati fioristi parigini che lavora per il mondo dell’arte, della moda e del cinema.

Pietre Santafiora al Fuorisalone con le torri Warka Water e le sculture indossabili “Culture à porter”  

Giovedì 6 aprile l’azienda lapidea d’eccellenza del Made in Italy, conquista la Terrazza dell’Hotel dei Cavalieri di p.zza Missori 1 con i progetti umanitari di cui è sponsor, posizionando per la prima volta a Milano una Warka Water di 8 metri e presentando la linea di gioielli “Culture à porter” realizzata da artigiani haitiani, ideate dal celebre architetto Arturo Vittori. Dalle 19 alle 23, djset e drink a tema, in compagnia della modella haitiana Christelle Lesifort.

Al Fuorisalone 2017, un’inedita partecipazione di Pietre Santafiora, azienda leader mondiale del settore lapideo, per donare visibilità ai progetti umanitari “Warka Water” e “Culture à porter”,  di cui è protagonista e sponsor con l’utilizzo delle pietre uniche estratte da oltre quarant’anni dalle cave di sua proprietà tra Toscana e Lazio.

L’appuntamento è per giovedì 6 aprile sull’incantevole terrazza al 10° piano dell’Hotel dei Cavalieri di p.zza Missori 1, con una serata evento ispirata ad Haiti condita da aperitivo con cocktail a tema ideati dal noto barman Alessandro Di Falco e un djset che parte da tracce di musica haitiana per poi arrivare alla deep house più attuale selezionata da Andrea Buratto.

Sulla terrazza dell’albergo a pochi passi dal Duomo, verrà installata per la prima volta a Milano una Warka Water di 8 metri d’altezza e 2,4 di larghezza, per ricevere una sorta di benedizione dalla Madonnina milanese alle iniziative sposate da Pietre Santafiora a favore di Haiti. Oltre a poterla ammirare da vicino, nel corso della serata si potrà apprezzare anche il video del progetto Warka Water, soluzione innovativa in aiuto al problema dell’accesso all’acqua potabile. Warka Water nasce dalla visione di Arturo Vittori, dello studio di progettazione Architecture and Vision, che ha ideato una struttura capace di raccogliere l’acqua dall’atmosfera (pioggia, nebbia, condensa) e restituire alle comunità prive di infrastrutture 100 litri di acqua potabile al giorno.

L’obiettivo è quello di generare autosostentamento nelle comunità locali, rendendole capaci di produrre e gestire autonomamente risorse fondamentali quali acqua, cibo ed energia e dimostrare che la reale sostenibilità non arriva da lontano, ma nasce dall’interno di ogni singolo villaggio con il giusto sostegno organizzativo. Per il raggiungimento di tale obiettivo è fondamentale la collaborazione con artigiani delle comunità indigene. Il progetto, recentemente selezionato per essere esposto alla Biennale di Architettura di Venezia 2016, è supportato da Pietre Santafiora non solo dal punto di vista finanziario (infatti la base in pietra su cui la torre poggia è realizzata in blocchi di pietra Santafiora®).

Dalla collaborazione con le comunità indigene nasce il progetto “Culture à porter”, linea di  sculture indossabili (realizzate con materiali locali e naturali) di cui 3 realizzate con pietra Santafiora® ed esposte per la prima volta durante l’evento, la cui vendita servirà anche per poter costruire e mantere i Warka Water ad Haiti, luogo dove per alcune comunità locali l’acqua potabile è molto difficile da reperire. All’iniziativa ha aderito anche Christelle Lesifort, una delle pochissime modelle haitiane presenti nel fashion system, che parteciperà eccezionalmente alla serata del 6 aprile, dove si potranno ammirare i gioielli indossati da lei e da altre modelle. Lei è l’anima vera e ispiratrice di questo progetto, le collane sono state disegnate e create prendendo lei come musa.

Serena Getuli, marketing manager di Pietre Santafiora, commenta “L’evento al Fuorisalone è stato organizzato con lo scopo di far conoscere la cultura haitiana e per aiutare tale popolazione che si trova in gravi condizioni. La beneficenza normale spesso finisce col viziare le popolazioni le quali credono erroneamente che sia loro dovuto tutto. Invece dato che gli haitiani in questo caso sono dei bravissimi lavoratori manuali l’arch. Arturo Vittori (lo stesso del Warka Water) ha ideato una serie di “sculture gioiello”, con materiale naturale trattato naturalmente abbinato alla nostra Pietra Santafiora da indossare, che vengono prodotte proprio da loro. Artigiani haitiani che potranno vivere del loro lavoro che faremo conoscere e apprezzare in tutto il mondo attraverso il progetto Culture à Porter”.

 

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Informazioni su Lovatelli Caetani

Giornalista esperta, anticipa, o, talvolta, crea tendenze e le lancia sulle testate con le quali collabora, tra quotidiani, settimanali, mensili, radio, internet, tv. Modera presentazioni di libri e partecipa come opinionista ad alcune trasmissioni. Attualmente collabora con Libero, tgcom 24 e Radio Number One, svolge attività di ufficio stampa per famosi brand del settore food e vitivinicolo, noti ristoranti, locali fashion, personaggi del mondo della tv, è impegnata su cause e programmi sociali, come primadelclick.it, grandi chef, scrittori. Un passato da modella, lavoro accantonato per dedicarsi allo sport e allo studio, dopo il diploma di Liceo Classico, quello di Copy Writer all’International College of Design, così come quello di Fitness Instructor conseguito all’Ospedale Sacco di Milano, si dedica alla sua passione, la scrittura e affronta ogni nuova sfida con serietà, iscrivendosi anche a corsi di dizione, di teatro e recitazione, al CTA di Milano-repertorio di Marguerite Yourcenar-per offrire sempre il massimo della professionalità, anche nella conduzione tv. Si Laurea In Scienze Politiche, Storia dei Trattati e Diritto Internazionale, con una Tesi dedicata alla Politica Estera Vaticana e al Libano come centro geopolitico internazionale, diventa collaboratrice de La Prealpina di Varese,La Notte, il Giornale, di Panorama-Periscopio, Libero, Il Tempo, con una rubrica e una collaborazione come corrispondente per le sfilate milanesi,TgCom 24 le assegna un suo blog, For Men e Natural Style due rubriche, così come Cronaca Qui. Collabora anche con riviste dedicate al fitness, alcune riviste le assegnano l'incarico di caporedattore e direttore di testate, collabora anche con molte radio, da 101 a Radio Lombardia, passando per 105 Classics, M2O, Radio Rai Uno e Radio Rai Due, dove è iniziata la sua formazione radiofonica, con autori storici della Rai, come Lillo Perri e Mila Vajani. Per la televisione non succede nulla di diverso: da Telelombardia, dove Daniele Vimercati le insegna a fare giornalismo tv a 360 gradi, ad Antenna 3, dove è stata autrice e conduttrice, alla Rai, con Corrado Tedeschi, a Matchmusic, solo per citarne alcune, così come Play tv, Fun tv, Odeon, Vero tv come opinionista, Discovery Channel, dove è stata selezionata come esperta di tendenze. Ha vinto il Premio Cortina Press e il Premio News Cup destinato ai personaggi che si sono distinti per capacità di comunicazione, scrittura e arte e pubblicato un libro sullo stadio Giuseppe Meazza, un progetto dell’Assessorato allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Milano, per il quale ha ideato la Prima Notte dello Sport, allestendo un ring in corso Como, con atleti e appassionati. Ha tenuto al Polimoda di Firenze alcune lezioni di trendsetting. Modera presentazioni di libri ed eventi, partecipa a programmi tv come opinionista, realizza, come giornalista in video, servizi e interviste. Insomma, il suo percorso da giornalista è a tutto tondo, caso più unico che raro nel panorama italiano. Negli ultimi anni ha anche curato, come Ufficio Stampa, numerosi brand in fase di lancio o gia’ noti, si è occupata di strutture turistiche, organizzato mostre per giovani artisti, press preview per concept store dedicati al food, ristoranti e locali alla moda, o design, personaggi, societa' di comunicazione,grandi eventi.Collabora come account di Media Production. Francesca nasce in una famiglia che annovera tra i suoi avi, Papi, Cardinali, una donna Accademica dei Lincei, la sua trisnonna, ma per lei le vicende delle famiglie aristocratiche sono interessanti dal punto di vista delle figure che hanno contribuito a livello di cultura, arte, in veste di benefattori, come fisiognomica dei volti e come tradizione, perché la vera nobiltà è quella dell'anima.

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