Il gusto e il valore creativo del Made in Italy

Fazzini, azienda tessile fondata nel 1976 da Maria Alberta Zibetti e Stefano Fazzini, entrambi nel settore da generazioni, in pieno distretto lombardo, è stata tramandata attraverso lo stile e la progettualità delle collezioni anche nelle successive generazioni.

I figli, Marco e Paolo, sempre guidati da una madre carismatica e di gran classe, hanno preso le redini dell’azienda puntando al successo internazionale e al posizionamento nel mercato del Luxury.

Modello d’avanguardia, in termini di qualità e flessibilità, FAZZINI integra lunga tradizione ed efficienza industriale fornendo un prodotto 100% “Made in Italy”. L’espansione e la crescita dell’azienda va ricercata nella capacità di esaltare la funzionalità d’impresa e i suoi legami con il territorio industriale.

Affidabilità, capacità di risposta, un servizio eccellente, garanzie e certificazioni, vengono esaltati dal gusto e dal valore creativo delle Collezioni. Queste sono le caratteristiche che danno vita alle Collezioni FAZZINI.

Una formula vincente che ha permesso all’azienda di proporsi nel panorama manifatturiero italiano della biancheria per la casa come protagonista e riferimento più ricercato del mercato di fascia superiore, disponendo oggi di Concept Store con più di cinquanta pareti attrezzate e servendo più di 700 clienti in tutta Italia.

A fronte dei successi ottenuti sul competitivo mercato italiano, FAZZINI si propone all’export come espressione autentica di tutto ciò che compone il fascino del “Made in Italy”.

“Nostro padre è mancato nel ‘92, nostra madre ha portato avanti l’azienda con la sua forte personalità e la creatività vulcanica che la caratterizzano” – dice Marco Fazzini– “l’azienda ha avuto un assestamento, poi dal ‘94 è cresciuta. Ho studiato filosofia, poi ho fatto un Master in Gestione d’Impresa in Bocconi nel 2004. Mio fratello Paolo, invece, nel 2007 è entrato in azienda dopo aver conseguito una Laurea in Economia e un Master in Marketing e Comunicazione. Da metà del 2000 ci siamo posizionati su una fascia di differenziazione e marchio. Oggi c’è maggiore narrazione e identità del BRAND. Corner in Rinascente Duomo dal 2010, in cinque anni abbiamo raddoppiato il fatturato, passando dai 7 milioni ai 13,5 milioni, mandando avanti un progetto monomarca dal 2015. In Via Arco 1, a Milano, abbiamo creato il primo Flagship Store attivando lo sviluppo in modo molto coraggioso, andando controcorrente. Per lo Store di Via Arco abbiamo ingaggiato HDG, Hangar Design Group, che ha creato un luogo ideale tra antico e moderno. Il nostro progetto è quello di andare nelle città dei centri storici italiani. Siamo già nei centri commerciali Tripla A italiani, ma anche a Carugate, Arese, Orio al Serio, Corsico, Castelletto Ticino e Peschiera Borromeo. Vogliamo arrivare a 22/25 monomarca”.

Lavorare con la propria famiglia è difficile?

“È impegnativo, abbiamo caratteri diversi, siamo complementari, ma spesso anche intercambiabili, mia madre Maria Alberta, invece, è unica e speciale, si occupa del prodotto, Paolo di produzione e comunicazione, io invece, di commerciale e amministrazione”.

Seguite i trend?

“Ne teniamo conto, acquistiamo i quaderni moda. Siamo l’unica azienda italiana che ad ogni stagione ha una collezione mirata per ogni vendita retail. Essere un’azienda datata è un vanto; abbiamo rappresentanti che vanno dal cliente e propongono le collezioni, c’è un filo conduttore per linee cromatiche, temi stilistici, sotto temi, arredo e biancheria vanno a braccetto”.

Quali sono i prodotti che a suo avviso rappresentano di più FAZZINI  e quelli che lei predilige?

“Amo lo Stone Wash, presente nella nuova collezione, ha successo soprattutto a Milano, come materiale e genere stilistico, anche nella mia vita privata prediligo le cose belle e comode. Il Lino, poi, è il prodotto più interessante, le aziende top del settore dell’arredamento ci chiedo fornitura del Lino per i loro letti, come anche i tessuti ad alta densità, molto battuti e con filati sottili”.

Qual è la differenza con il mondo dell’arredo?

“Si concentra sulla narrazione, sulla materialità, è meno interessato alla grande varietà di fantasie”.

Mirate sempre a un posizionamento nel mercato del grande lusso?

“Abbiamo licenza per La Perla Home dal 2015; i prodotti variano molto per l’estero, ogni Paese ha una misura del letto diversa, è un’impresa difficile, ma abbiamo un ottimo rating presso gli Istituti di Credito e le Agenzie di Informazione Finanziaria CI definiscono un’azienda snella, moderna, che preserva, comunque, l’italianità. Il nostro motto è “Impronta Italiana, Cultura del Presente”. In Italia siamo nella fascia medio alta, all’ Estero è difficile il posizionamento, perché per essere sufficientemente interessanti bisogna arrivare con un prodotto più alto di quello italiano. In pratica sarebbe come avere un’azienda siamese che curi i due diversi mercati secondo i due diversi punti di vista”.

In occasione della Design Week 2019, FAZZINI, in collaborazione con Andrea Castrignano,  presenterà l’Evento “Timeless”,organizzato dalla Globo Communication.

 

 

 

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Informazioni su Lovatelli Caetani

Giornalista, Luxury Consultant, Opinionista e Blogger. E' una delle "firme" più autorevoli sui temi delle dimore d'epoca e patrimoni familiari storici. Si avvale del suo contributo professionale Assocastelli (associazione che rappresenta i più importanti gestori e proprietari di dimore storiche italiane impiegate anche per attività socio-culturali). Anticipa, o, talvolta, crea tendenze e le lancia sulle testate con le quali collabora. www.francescalovatelli.com Modera presentazioni di libri. Collabora con tgcom 24, Il Giornale.it, il settimanale Nuovo e altre testate, si occupa di programmi sociali, come www.primadelclick.it- svolge attività di ufficio stampa. Un passato da modella, lavoro accantonato per dedicarsi allo sport e allo studio, dopo il diploma di Liceo Classico, quello di Copy Writer all’International College of Design, così come quello di Fitness Instructor conseguito all’Ospedale Sacco di Milano, si dedica alla sua passione, la scrittura e affronta ogni nuova sfida con serietà, iscrivendosi anche a corsi di dizione, di teatro e recitazione, al CTA di Milano-repertorio di Marguerite Yourcenar-per offrire sempre il massimo della professionalità, anche nella conduzione tv. Si Laurea In Scienze Politiche, Storia dei Trattati e Diritto Internazionale, con una Tesi dedicata alla Politica Estera Vaticana e al Libano come centro geopolitico internazionale. Ha collaborato con La Prealpina di Varese,La Notte, il Giornale, Panorama, Libero, Il Tempo, TgCom 24 le assegna un suo blog, For Men e Natural Style, Cronaca Qui. Collabora anche con riviste dedicate al fitness, alcune riviste le assegnano l'incarico di caporedattore di testate, collabora anche con molte radio, 101, Radio Lombardia, 105 Classics, M2O, Radio Rai Uno e Radio Rai Due, dove è iniziata la sua formazione radiofonica, con autori storici della Rai, come Lillo Perri e Mila Vajani. Per la televisione: Telelombardia, dove Daniele Vimercati le insegna a fare giornalismo tv a 360 gradi, Antenna 3, dove è stata autrice e conduttrice, Rai, con Corrado Tedeschi, Matchmusic, Play tv, Fun tv, Odeon, Vero tv, Discovery Channel, dove è stata selezionata come esperta di tendenze. Ha vinto il Premio Cortina Press e il Premio News Cup destinato ai personaggi che si sono distinti per capacità di comunicazione, scrittura e arte e pubblicato un libro sullo stadio Giuseppe Meazza, un progetto dell’Assessorato allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Milano, per il quale ha ideato la Prima Notte dello Sport, allestendo un ring in corso Como, con atleti e appassionati. Ha tenuto al Polimoda di Firenze alcune lezioni di trendsetting e collabora con IULM per il Master in Comunicazione in Beauty e Wellness. Francesca nasce in una famiglia che annovera tra i suoi avi, Papi, Cardinali, una donna Accademica dei Lincei, la sua trisnonna, ma per lei le vicende delle famiglie aristocratiche sono interessanti dal punto di vista delle figure che hanno contribuito a livello di cultura, arte, in veste di benefattori, come fisiognomica dei volti e come tradizione, perché la vera nobiltà è quella dell'anima.

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