Il nostro sistema immune ci proteggerà da questo nuovo virus? Intervista a Mara Biasin

Mara Biasin e la sua collega Daria Trabattoni, coordinate dal Prof. Mario Clerici dell’Università Statale di Milano, da più di 25 anni, studiano i meccanismi che condizionano la suscettibilità e la progressione delle infezioni virali, in particolare HIV.  

“Soggetti diversi che vengono esposti allo stesso virus possono rispondere in maniera completamente differente nei confronti del patogeno, o addirittura infettarsi. Oggi più che mai la pandemia del Covid-19 ci sta mettendo di fronte a questa realtà: ci sono soggetti che sono stati ripetutamente esposti al virus e non si sono infettati, ci sono pazienti che accusano sintomi lievi, pazienti che sviluppano sintomi più gravi, pazienti in cui, purtroppo, l’infezione ha un esito fatale”-dice Mara Biasin.

E’ un grande onore per me poterla intervistare; sulla base della vostra esperienza i diversi quadri clinici da cosa dipendono?

“Fondamentalmente da due variabili, l’assetto genetico e la risposta messa in atto dal sistema immunitario”-dice Mara Biasin-“obiettivo del nostro studio sul Covid -19 è quello di capire quali solo le ragioni immunologiche e/o genetiche che consentono a certi soggetti di esercitare una naturale “resistenza” nei confronti dell’infezione, che rendono altri più suscettibili, e che risultano in una malattia mortale in alcuni casi. Ad oggi sappiamo veramente pochissimo; sappiamo per esempio che la leucopenia (diminuzione dei globuli bianchi nel sangue) predice lo sviluppo di una malattia più grave, ma, manca una caratterizzazione dettagliata delle popolazioni cellulari maggiormente suscettibili a questa infezione e, soprattutto, non è chiara la dinamica che porta ad una perdita significativa dei globuli bianchi. La risposta che il nostro sistema immunitario mette in atto per difendersi da un virus è estremamente articolata e non sempre prevedibile. Individuare i principali attori coinvolti nell’attivazione di una immunità protettiva rappresenta un obiettivo imprescindibile per comprendere come potenziare l’attività del nostro sistema immunitario, attraverso la somministrazione di immunomodulanti e individuare possibili target terapeutici”.

Di cosa avete bisogno, ora, per portare avanti la ricerca sul vaccino e a che punto siete?

“Ci servono soldi, denaro. Che ognuno mandi quello che può o comunichi questa cosa a “chi può”. Lavoriamo per trovare una soluzione e non possiamo badare ai formalismi. Abbiamo bisogno del denaro perché, purtroppo, i nostri anni e anni di studio senza quello, il denaro, non servono a molto. Per chiunque volesse contribuire alla nostra ricerca è necessario scrivere una lettera su carta intestata (nel caso di una società) o con i dati del donatore (nel caso di un privato: nome, cognome, codice fiscale) intestata a “Dipartimento di Scienze biomediche e cliniche L-Sacco: scrivendo. Con la presente io NOME E COGNOME intendo donare la cifra di… al dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche L. Sacco per sostenere l’attività di ricerca relativa alla “caratterizzazione della risposta immunitaria in pazienti affetti da COVID-19” coordinata dalle prof.sse Mara Biasin e Daria Trabattoni”. La lettera deve essere inviata via email a me (mara.biasin@unimi.it) e alla segretaria del dipartimento (monica.molinai@unimi.it) che spiegherà come procedere. Lo so è piuttosto contorto ma la burocrazia universitaria deve seguire questo iter.”.

Cosa consigli agli Italiani, da ricercatrice ed esperta del settore medico scientifico?

“State a casa” al momento è l’unica strategia perseguibile. Rispettate le direttive ministeriali ed evitate ogni contatto sociale se non strettamente necessari. Purtroppo è ormai evidente che ci sono tantissime persone asintomatiche che sono infette. Ognuno di noi potrebbe essere veicolo del virus. Non bisogna cadere nell’errore di pensare che le persone che possono infettare gli altri siano solo quelle che mostrano gravi sintomi, sono tante le persone infette che mostrano sintomi lievi non riconducibili al SArs-Cov-2. E’ difficile anche per noi non pensare di essere al di sopra dell’infezione, ma sta alla responsabilità e alla coscienza di ognuno riconoscere un pericolo oggettivo ma non facile da individuare.

Per quanto riguarda i tempi, la risposta è complessa. Si stanno facendo molti sforzi per produrre un vaccino ed una terapia efficaci contro questo virus, ma i tempi tecnici non possono essere abbreviati a meno di non voler rischiare di ottenere “prodotti” poco efficaci.

Quale è la prevenzione da attuare?

Oltre all’isolamento sociale, l’igiene costante delle mani. Tutti gli oggetti che più comunemente tocchiamo con le mani (Cellulari, maniglie, chiavi etc…) dovrebbero poi essere puliti ogni volta che abbiamo contatti al di fuori delle mura domestiche. Le indicazioni ministeriali in tal senso devono realmente dettare legge.

 

 

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Informazioni su Lovatelli Caetani

Giornalista, Luxury Consultant, Opinionista e Blogger, caratterizzata dal Green Think e dal suo impegno in www.greenandglam.it. E' una delle "firme" più autorevoli sui temi delle dimore d'epoca e patrimoni familiari storici. Si avvale del suo contributo professionale Assocastelli (associazione che rappresenta i più importanti gestori e proprietari di dimore storiche italiane impiegate anche per attività socio-culturali). Anticipa, o, talvolta, crea tendenze e le lancia sulle testate con le quali collabora. Modera presentazioni di libri. Collabora con tgcom 24, il settimanale Nuovo e altre testate, si occupa di programmi sociali, come www.primadelclick.it- svolge attività di ufficio stampa. Un passato da modella, lavoro accantonato per dedicarsi allo sport e allo studio, dopo il diploma di Liceo Classico, quello di Copy Writer all’International College of Design, così come quello di Fitness Instructor conseguito all’Ospedale Sacco di Milano, si dedica alla sua passione, la scrittura e affronta ogni nuova sfida con serietà, iscrivendosi anche a corsi di dizione, di teatro e recitazione, al CTA di Milano-repertorio di Marguerite Yourcenar-per offrire sempre il massimo della professionalità, anche nella conduzione tv. Si Laurea In Scienze Politiche, Storia dei Trattati e Diritto Internazionale, con una Tesi dedicata alla Politica Estera Vaticana e al Libano come centro geopolitico internazionale. Ha collaborato con La Prealpina di Varese,La Notte, il Giornale, Panorama, Libero, Il Tempo, TgCom 24 le assegna un suo blog, For Men e Natural Style, Cronaca Qui. Collabora anche con riviste dedicate al fitness, alcune riviste le assegnano l'incarico di caporedattore di testate, collabora anche con molte radio, 101, Radio Lombardia, 105 Classics, M2O, Radio Rai Uno e Radio Rai Due, dove è iniziata la sua formazione radiofonica, con autori storici della Rai, come Lillo Perri e Mila Vajani. Per la televisione: Telelombardia, dove Daniele Vimercati le insegna a fare giornalismo tv a 360 gradi, Antenna 3, dove è stata autrice e conduttrice, Rai, con Corrado Tedeschi, Matchmusic, Play tv, Fun tv, Odeon, Vero tv, Discovery Channel, dove è stata selezionata come esperta di tendenze. Ha vinto il Premio Cortina Press e il Premio News Cup destinato ai personaggi che si sono distinti per capacità di comunicazione, scrittura e arte e pubblicato un libro sullo stadio Giuseppe Meazza, un progetto dell’Assessorato allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Milano, per il quale ha ideato la Prima Notte dello Sport, allestendo un ring in corso Como, con atleti e appassionati. Ha tenuto al Polimoda di Firenze alcune lezioni di trendsetting e collabora con IULM per il Master in Comunicazione in Beauty e Wellness. Francesca nasce in una famiglia che annovera tra i suoi avi, Papi, Cardinali, una donna Accademica dei Lincei, la sua trisnonna, ma per lei le vicende delle famiglie aristocratiche sono interessanti dal punto di vista delle figure che hanno contribuito a livello di cultura, arte, in veste di benefattori, come fisiognomica dei volti e come tradizione, perché la vera nobiltà è quella dell'anima.

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