I Beni Culturali non vanno trascurati, anche in tempo di pandemia

Intervistiamo oggi l’Avvocato Cassazionista Stefano Lombardi, noto Docente universitario che insegna, tra le altre cose, Legislazione Nazionale ed Internazionale dei Beni Culturali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nel Corso di Laurea Magistrale in Economia e Gestione dei Beni Culturali e nel Master di secondo livello in Museologia, Museografia e Gestione dei Beni Culturali.

Professore, che cosa pensa delle restrizioni, in materia di Musei e Beni Culturali, dettate dal Covid-19?

Penso che la salute e la sicurezza vadano temperate con i principi fondamentali della Costituzione, in particolare – sebbene le restrizioni dettate dal Covid-19 tocchino le norme fondamentali del nostro ordinamento – ogni legge costituzionale deve essere interpretata cum grano salis.

L’articolo 9 della Costituzione inserisce la cultura tra i principi inviolabili e caratterizzanti del nostro Paese.

Credo si possa auspicare che, in base all’evoluzione della curva epidemiologica, i musei e i luoghi di cultura riaprano da giugno, ovviamente sempre in sicurezza.

I Beni Culturali sono considerati un volano dell’economia poiché portano enormi benefici anche in altri settori, si pensi al turismo, alla ricettività, all’editoria.

È importante essere convinti che i Beni Culturali siano un ristoro per la nostra anima ma al contempo una imprescindibile risorsa per la rinascita culturale, sociale ed economica per il nostro Paese”.

Perché è importante tutelare i beni culturali?

L’abitudine di raccogliere testimonianze del passato con l’intento di conservarle affonda le proprie radici nei tempi più antichi; ma ancora prima della mera finalità di raccoglierli, quello di collezionarli costituisce forse un fenomeno antropologico finalizzato a conservare le radici di un popolo con gli oggetti e le reliquie degli avi.

Questo è lo scopo della tutela dei Beni Culturali: radicare una identità culturale che possa essere trasferita, in qualche modo, ai posteri. In questa ottica, è fondamentale comprendere che tutelare i Beni Culturali significa sigillare e custodire il nostro passato traendone ispirazione per vivere il presente e per progettare il futuro.

La tutela non si limita alla mera conservazione delle opere nei musei ma, al contrario, consente allo spettatore di riconoscere e riconoscersi nella tradizione che ha reso grande la nostra civiltà”.

Ha recentemente pubblicato un manuale dedicato al Diritto dei Beni culturali con Cedam…

Il volume nasce dall’esigenza, dopo anni di insegnamento, di dare un corpo ad una trattazione che esamini nel dettaglio il concetto di bene culturale, la sua valenza e l’esigenza di proteggerne la conservazione per i posteri.

È stato pensato come uno strumento per i giuristi, per gli addetti ai lavori ma anche per gli studenti universitari in modo che tutti comprendano l’importanza di questo settore per il futuro della società ma soprattutto dell’economia”.

Avvocato Lombardi lei è considerato uno dei più importanti professionisti in ambito di 231, Governance, membro di numerosi Organismi di Vigilanza in tutta Italia; vede delle novità dal punto di vista organizzativo e amministrativo in ambito di Beni Culturali?

“La ringrazio della generosa considerazione. La diffusione del Decreto Legislativo n.231 del 2001 – argomento del libro da me scritto e  pubblicato con la casa editrice Cedam lo scorso giugno intitolato “Il modello organizzativo di gestione e controllo e l’organismo di vigilanza ex decreto legislativo 231/2001” – ha coinvolto, a norma della Riforma del Terzo Settore, anche il mondo delle fondazioni dei Beni Culturali.

In particolare, il D. Lgs. 231/2001 non va inteso, a mio parere, soltanto come una possibile manleva per la responsabilità amministrativa delle società ma, come l’opportunità di adottare modelli organizzativi virtuosi ed ispirati ai principi della massima legalità che possono migliorare enormemente virtuosamente l’organizzazione aziendale.

In quanto Avvocato professionista in 231 e Docente di Diritto dei Beni Culturali ho approfondito l’applicabilità del modello organizzativo 231 agli enti culturali, individuando questo strumento come una novità per esonerare gli enti da ogni tipo di responsabilità amministrativa ex decreto 231”.

In che modo può giovare l’adozione del modello organizzativo 231 agli enti culturali, in particolare alle fondazioni?

Sicuramente alle fondazioni culturali, in qualità di soggetti dotati di personalità giuridica, è possibile applicare il Decreto Legislativo 231/01 poiché sussiste la responsabilità amministrativa qualora non vengano rispettate le normative di organizzazione virtuosa e ispirata a principi di legalità che sono propri del modello organizzativo 231.

Numerosi sono i vantaggi provenienti dall’applicazione di tale modello organizzativo, ad esempio: l’esonero della responsabilità amministrativa della fondazione, è sintomo di affidabilità e di trasparenza, contribuisce al miglioramento organizzativo e funzionale dell’ente, garantisce la sicurezza sul luogo di lavoro, migliora l’immagine aziendale sia interna che esterna, favorisce l’ottimizzazione dei processi”.

Può essere quindi definito come uno strumento per favorire organizzare in modo virtuoso ed etico nell’ambito delle organizzazioni che si occupano dei Beni Culturali?

Penso che il modello di organizzazione possa essere visto come una risorsa per le fondazioni e per qualunque tipologia di ente culturale, sia di piccole che di grandi dimensioni poiché i benefici che esso prospetta sono evidenti.

In particolare nell’ambiente culturale dove per garantire il servizio e la massima fruibilità dei beni è necessario che l’ente sia funzionante e che continui a promuovere le proprie attività, aumentando la virtuosa organizzazione e aspirando alla massima legalità.

Sottolineando il legame tra beni culturali e economia dobbiamo ricordare che tutelare i beni culturali significa tutelare una realtà che genera profitto per diversi settori quali turismo, trasporti, servizi, restauri”.

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Informazioni su Lovatelli Caetani

Giornalista, Luxury Consultant, Opinionista e Blogger, caratterizzata dal Green Think e dal suo impegno in www.greenandglam.it e nella riscrittura della realtà dell'arte con www.rewriters.it.E' una delle "firme" più autorevoli sui temi delle dimore d'epoca e patrimoni familiari storici. Si avvale del suo contributo professionale Assocastelli (associazione che rappresenta i più importanti gestori e proprietari di dimore storiche italiane impiegate anche per attività socio-culturali). Anticipa, o, talvolta, crea tendenze e le lancia sulle testate con le quali collabora. Modera presentazioni di libri. Collabora con tgcom 24, il settimanale Nuovo e altre testate, si occupa di programmi sociali, come www.primadelclick.it- svolge attività di ufficio stampa. Un passato da modella, lavoro accantonato per dedicarsi allo sport e allo studio, dopo il diploma di Liceo Classico, quello di Copy Writer all’International College of Design, così come quello di Fitness Instructor conseguito all’Ospedale Sacco di Milano, si dedica alla sua passione, la scrittura e affronta ogni nuova sfida con serietà, iscrivendosi anche a corsi di dizione, di teatro e recitazione, al CTA di Milano-repertorio di Marguerite Yourcenar-per offrire sempre il massimo della professionalità, anche nella conduzione tv. Si Laurea In Scienze Politiche, Storia dei Trattati e Diritto Internazionale, con una Tesi dedicata alla Politica Estera Vaticana e al Libano come centro geopolitico internazionale. Ha collaborato con La Prealpina di Varese,La Notte, il Giornale, Panorama, Libero, Il Tempo, TgCom 24 le assegna un suo blog, For Men e Natural Style, Cronaca Qui. Collabora anche con riviste dedicate al fitness, alcune riviste le assegnano l'incarico di caporedattore di testate, collabora anche con molte radio, 101, Radio Lombardia, 105 Classics, M2O, Radio Rai Uno e Radio Rai Due, dove è iniziata la sua formazione radiofonica, con autori storici della Rai, come Lillo Perri e Mila Vajani. Per la televisione: Telelombardia, dove Daniele Vimercati le insegna a fare giornalismo tv a 360 gradi, Antenna 3, dove è stata autrice e conduttrice, Rai, con Corrado Tedeschi, Matchmusic, Play tv, Fun tv, Odeon, Vero tv, Discovery Channel, dove è stata selezionata come esperta di tendenze. Ha vinto il Premio Cortina Press e il Premio News Cup destinato ai personaggi che si sono distinti per capacità di comunicazione, scrittura e arte e pubblicato un libro sullo stadio Giuseppe Meazza, un progetto dell’Assessorato allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Milano, per il quale ha ideato la Prima Notte dello Sport, allestendo un ring in corso Como, con atleti e appassionati. Ha tenuto al Polimoda di Firenze alcune lezioni di trendsetting e collabora con IULM per il Master in Comunicazione in Beauty e Wellness. Francesca nasce in una famiglia che annovera tra i suoi avi, Papi, Cardinali, una donna Accademica dei Lincei, la sua trisnonna, ma per lei le vicende delle famiglie aristocratiche sono interessanti dal punto di vista delle figure che hanno contribuito a livello di cultura, arte, in veste di benefattori, come fisiognomica dei volti e come tradizione, perché la vera nobiltà è quella dell'anima.

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