Nuovi talenti crescono: Alberto Miceli e il suo brand

Tutto ha avuto inizio nel 2019; dopo qualche anno di esperienza in laboratori di confezione, dopo il liceo artistico e due anni in una scuola a Milano, Alberto Miceli ha abbandonato gli studi, per dedicarsi al suo vero amore, la moda e creando il suo marchio.

Miceli è l’emblema del ragazzo che, con passione e costanza lavorativa e duro lavoro, si sta facendo largo nel fashion world. Le sue creazioni hanno già riscosso successo di pubblico e riconoscimenti.

“Avendo appreso il mestiere, ho creato il marchio Alberto Miceli”-dice-“è stata una fase di pensiero e creazione del marchio.

Ho deciso di seguire un target medio alto che è il mio sogno”.

Il 1 settembre è stato aperto l’e commerce online con modelli piu’ freschi, leggeri,  giovani, poco sofisticati ed eleganti perché pian piano Miceli vuole costruire la sua nicchia per poi andare avanti con l’ispirazione artistica.

“Nel 2020 abbiamo partecipato alla Torino Fashion Week con la prima collezione, composta da 20 outfit e 20 modelle in passerella; si trattava di una capsule collection, senza un filo conduttore preciso, era piu’  una sfilata rappresentativa dei modelli e della creatività.

Parlo in prima persona plurale perché nel 2020 Gabriele è entrato con me in società e abbiamo rivoluzionato il concetto iniziale ”.

Dopo essere stati premiati, ricevettero l’offerta di un corner alla Rinascente, ma, poi, il Covid ha bloccato tutto.

“Prima il pensiero era Amich Couture, poi, per ragioni burocratiche, non è stato possibile per assonanza con altri brand nel mondo e abbiamo creato un rebranding cambiando il nome”-aggiunge.

Gabriele gestisce la parte manageriale, i costi e quello che ne è l’organizzazione di eventi.

Dal 2020 ad oggi Alberto e Gabriele hanno organizzato la collezione estiva 2022 per NYC, il sito, l’e commerce e l’autenticazione del brand nel 2021.

Quali sono i punti di forza del brand?

“Sicuramente i colori, l’eleganza e la raffinatezza.

Sono tonalità a forte impatto visivo”.

Quali saranno i capi cult di questo A/I 2021/2022?

“Giacche antivento, chiamate anorak, pantaloni in cotone effetto denim, bomber maschili; il tutto gioca con colori tra arancione, rosso, viola, nero e bianco.

Abbiamo appena aperto e giocato sull’ idea del monogram; in ogni capo c’è il nostro logo per scoprire un nuovo monogram tra i brand, in modo che diventi tendenza”.

Maschile e femminile sono ben caratterizzati?

“Per la donna abbiamo realizzato tubini, giacche a vento, abiti, capi che usciranno ogni tre mesi. Il riferimento è una donna aristocratica, raffinata, autentica , simbolo di potere.

Per l’uomo, invece, ci sono blazer, bomber e felpe – anche in questo caso ogni tre mesi usciranno nuovi capi – per raggiungere il target di un uomo classico, come un manager/avvocato.

In realtà non ci sono grandi distinzioni per alcuni capi, che sono unisex, come le felpe, bomber, o altri capi smart da città”.

Come mai due ragazzi giovani creano uno stile così classico?

“Non è casuale come scelta; sicuramente a me piacciono molto i dettagli tipici della moda contemporanea, lo stile street, fuori dagli schermi, esuberante. Pian piano farà parte delle collezioni”.

Quali sono i materiali utilizzati?

“Usiamo raso, seta, cotone, lana, nylon, tessuti tecnici, vinile, spaziamo con grande immaginazione.

Per l’inverno ci sarà anche una pelliccia da donna, sintetica, tonalità giallo fluo, seguendo il trend dei colori pantone”.

Avete in previsione qualche sfilata o presentazione?

“Avevamo pensato di organizzare, a ottobre/novembre un piccolo show in un noto locale di Milano, ma vedremo il da farsi, compatibilmente con la situazione di emergenza attuale”.

Qual è la tua ispirazione?

“Oscillo tra arte e mitologia greca, mi ispiro agli abiti e ai nomi delle dee e dei miti greci, alle costruzioni geometriche, ai tratti morbidi e duri nella costruzione degli abiti tipici dell’arte ellenica. Seguo le linee del classico per mia formazione; ho studiato pianoforte e musica classica, ho fatto il liceo artistico e sono legato da sempre alla storia dell’arte con la sua idea di perfezione e bellezza. Avevo scelto, poi, architettura e tutto cio’ si riflette anche nella costruzione degli abiti”.

Nel nuovo lifestyle della vita post pandemia, invece, qual è l’ispirazione?

“E’ pop, per dare una sferzata di gioia, allegria e positività. C’è voglia di colore, da aggiungere anche a un look total black”.

Quali sono gli stilisti che ami?

“Sono 3, Tom ford, Yves Saint Laurent e Olivier Rousteng, Direttore Creativo di Balmain; al primo, per l’uomo, mi ispiro per l’immagine della potenza, è quasi aggressivo e sa quello che vuole, dal secondo prendo l’eleganza sublime-la definirei paradisiaca-dal terzo, infine, la capacità di unire stravaganza, restando nobile allo stesso tempo”.

Se dovessi scegliere una testimonial donna e un testimonial uomo, per chi opteresti?

“Per tutta la vita prenderei Julienne Moore.

Come uomo, invece, Leonardo di Caprio versione elegante, come nel suo celebre film ambientato a Wall Street!”

 

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Informazioni su Lovatelli Caetani

Giornalista, Luxury Consultant, Opinionista e Blogger, caratterizzata dal Green Think e dal suo impegno in www.greenandglam.it e nella riscrittura della realtà dell'arte con www.rewriters.it.E' una delle "firme" più autorevoli sui temi delle dimore d'epoca e patrimoni familiari storici. Si avvale del suo contributo professionale Assocastelli (associazione che rappresenta i più importanti gestori e proprietari di dimore storiche italiane impiegate anche per attività socio-culturali). Anticipa, o, talvolta, crea tendenze e le lancia sulle testate con le quali collabora. Modera presentazioni di libri. Collabora con tgcom 24, il settimanale Nuovo e altre testate, si occupa di programmi sociali, come www.primadelclick.it- svolge attività di ufficio stampa. Un passato da modella, lavoro accantonato per dedicarsi allo sport e allo studio, dopo il diploma di Liceo Classico, quello di Copy Writer all’International College of Design, così come quello di Fitness Instructor conseguito all’Ospedale Sacco di Milano, si dedica alla sua passione, la scrittura e affronta ogni nuova sfida con serietà, iscrivendosi anche a corsi di dizione, di teatro e recitazione, al CTA di Milano-repertorio di Marguerite Yourcenar-per offrire sempre il massimo della professionalità, anche nella conduzione tv. Si Laurea In Scienze Politiche, Storia dei Trattati e Diritto Internazionale, con una Tesi dedicata alla Politica Estera Vaticana e al Libano come centro geopolitico internazionale. Ha collaborato con La Prealpina di Varese,La Notte, il Giornale, Panorama, Libero, Il Tempo, TgCom 24 le assegna un suo blog, For Men e Natural Style, Cronaca Qui. Collabora anche con riviste dedicate al fitness, alcune riviste le assegnano l'incarico di caporedattore di testate, collabora anche con molte radio, 101, Radio Lombardia, 105 Classics, M2O, Radio Rai Uno e Radio Rai Due, dove è iniziata la sua formazione radiofonica, con autori storici della Rai, come Lillo Perri e Mila Vajani. Per la televisione: Telelombardia, dove Daniele Vimercati le insegna a fare giornalismo tv a 360 gradi, Antenna 3, dove è stata autrice e conduttrice, Rai, con Corrado Tedeschi, Matchmusic, Play tv, Fun tv, Odeon, Vero tv, Discovery Channel, dove è stata selezionata come esperta di tendenze. Ha vinto il Premio Cortina Press e il Premio News Cup destinato ai personaggi che si sono distinti per capacità di comunicazione, scrittura e arte e pubblicato un libro sullo stadio Giuseppe Meazza, un progetto dell’Assessorato allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Milano, per il quale ha ideato la Prima Notte dello Sport, allestendo un ring in corso Como, con atleti e appassionati. Ha tenuto al Polimoda di Firenze alcune lezioni di trendsetting e collabora con IULM per il Master in Comunicazione in Beauty e Wellness. Francesca nasce in una famiglia che annovera tra i suoi avi, Papi, Cardinali, una donna Accademica dei Lincei, la sua trisnonna, ma per lei le vicende delle famiglie aristocratiche sono interessanti dal punto di vista delle figure che hanno contribuito a livello di cultura, arte, in veste di benefattori, come fisiognomica dei volti e come tradizione, perché la vera nobiltà è quella dell'anima.

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