Una mostra per il Papa e lo sguardo di Angelo Mereu

La protagonista è la storia fotografica della vita di Giovanni Paolo II, frutto del materiale proposto dalla tv, l’autore è Angelo Mereu,fotografo sardo milanese noto per il suo estro, che ha seguito il flusso delle immagini televisive trasformandole in un vero e proprio archivio disponibile per tutti, abbandonando la sua amata Laica e usando, per questa speciale occasione, il telefonino, photoshop, carta di varia provenienza, colore, grammatura. Mereu, gioielliere dal 1967, dal 2006 lavora presso Giolina e AngeloMereu – Oro e Bijoux in via Solferino 22/A e, benché la fotografia non costituisca la sua professione preminente, si è sempre tenuto in contatto con numerosi rappresentanti dell’ambiente, esponendo periodicamente le sue immagini in mostre collettive e personali: nel suo negozio, infatti, viene allestita una personale ogni 3 mesi.

Le foto sono state acquisite dalla tv e testimoniano la storia del grande Papa che il primo maggio sarà Santo; “quando stava male le tv mandavano continuamente in onda la sua storia di vita, la sua gioventu’, i personaggi incontrati”-dice Mereu-“ho usato un vecchio cellulare Nokia, poi un altro leggermente piu’ potente, per acquisire le immagini dalla tv, realizzando un reportage di circa 1300 foto, stampandone 800 e mettendone in mostra, per due mesi, nel negozio di via Solferino 22/A, 60. Altra particolarità delle immagini, è la carta, fatta a mano, indiana, thailandese, con foglie all’interno e, in alcune, sembra quasi che il vento sfogli le pagine della Bibbia, o si mixi alle foglie stesse”.

Qual’è l’obiettivo di questa mostra?

“Si tratta di un reportage realizzato in modo non convenzionale, un altro tipo di comunicazione per un Papa che ha fatto la differenza; per Lui e il suo reportage di vita ci voleva qualcosa di diverso, altamente rappresentativo e che rispecchiasse i nostri tempi”.

Angelo Mereu ha cominciato a fotografare nel 1979, lavorando inizialmente con il colore. Da molti anni però la sua vena espressiva si è concentrata quasi esclusivamente sull’utilizzo del bianco e nero, arrivando a concepire una particolare tecnica all’infrarosso con una serie di tabelle per una corretta esposizione, che fanno di lui uno dei migliori esperti in questo campo.

Inoltre è stato uno dei primi autori a realizzare a livello professionale scatti con un telefono cellulare, elaborandole in seguito attraverso ritocchi informatici e particolari procedimenti di stampa con l’utilizzo di carte riciclate.

Mereu e Lanfranco Colombo hanno istituito il Premio “Giuseppe Turroni” per la critica fotografica. Tale Premio, una scultura in oro rappresentante un diaframma, è stato assegnato sette volte.