Aggiungi un posto a Tavola da OTIVM Milano

OTIVM MILANO, in questo momento di difficoltà per la città, offre, come primo ristorante a Milano, l’opportunità al pubblico e ai milanesi, di poter cenare in 4, ma all’arrivo del conto una persona sarà ospite di OTIVM MILANO.

“Tutti dovrebbero seguire questo esempio e fare la stessa cosa”-dicono i soci di OTIVM Milano-“per un giusto rilancio della città di Milano nel mondo. Vogliamo, con questo gesto e questa iniziativa, che abbiamo chiamato AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA, essere vicini ai cittadini in crisi economica, offrendo una cena”. Continua a leggere

Lusso sostenibile in chiave sociale per il giorno dedicato alla Donna

Contestualmente ad un sereno lavoro di negozio opportunamente sanificato e nel completo rispetto delle attuali disposizioni di legge, più Amuchina in gel a disposizione di tutti. Da De Wan in Via Manzoni 44 è così. “Perché affrontiamo ogni difficoltà con un animo evergreen, con tenacia, con rigore, con passione, con onestà, con professionalità. Non ci siamo mai arresi e non ci arrenderemo mai! Dobbiamo farlo per tutta l’Italia”-sottolinea Roberto De Wan. Sì, perché, nonostante tutto, Milano resiste coraggiosamente e prosegue lo shopping nel Quadrilatero della Moda. Nei giorni scorsi, sono passati da De Wan tanti personaggi come l’ex partecipante a Miss Italia Roberta Bregolin,  la vostra Francesca Lovatelli, giornalista e luxury consultant, Vincenzo De Feo, Presidente dell’Associazione no profit “Mai più solo”-www.maipiusolo.com– che lotta anche contro la violenza sulle donne nel web alla quale De Wan devolverà il 10% dell’incasso ottenuto nella sua boutique di via Manzoni 44 la prossima domenica 8 marzo. Continua a leggere

Lettera come cittadino italiano, ma sopratutto di Milano

 
Pubblico oggi una lettera anonima, solo siglata, ricevuta e inviata ai colleghi giornalisti. “Questi giorni hanno rappresentato per me e per tante persone di Milano, un vero e proprio film dell’orrore , un film dal quale non si intravede la fine. L’unico modo per porre fine a questo film è spegnere la tv ,non lo dico solo metaforicamente ,ma nel vero senso della parola. 
Abbiamo bisogno di questa fine, di questo stop , di riprendere il film che tutti noi conosciamo, quel film dove Milano ha sempre fatto da padrona, da 10 anni a questa parte; la Milano che tutti noi conosciamo, piena di energia,di vita, di gente freneticamente concentrata, dedita al lavoro, alla famiglia, al divertimento e capostipite della movida in tutta Europa. Questi ultimi 10 anni Milano ha rappresentato noi italiani nel mondo, abbiamo avuto Expo, abbiamo portato il Salone del Mobile ad avere record di incassi, siamo diventati capitale europea della moda, abbiamo avuto tantissime fiere, concerti, mostre internazionali, jet set internazionali, ospiti di rilievo da tutto il mondo. Questa è la Milano che sino a 5 giorni fa veniva trasmessa al mondo intero, portando in alto il tricolore in tutto il mondo. 
 
È importante che ci sia giusta informazione, a prescindere da qualsiasi tipo di interesse.
Gli imprenditori, i politici, gli intellettuali e studiosi però hanno l’obbligo morale di concentrarsi sui numeri, come quando si fa un business plan, una manovra finanziaria o un’analisi per una ricerca.
I numeri dicono che questo corona virus non è più letale di un’influenza comune; continuare ad alimentare l’isterismo sviluppatosi in questi giorni rischia di avere conseguenze disastrose per l’intero sistema economico di Milano e dell’Italia.
Ricoprire ruoli di comando e/o di influenza tra gli oneri ha sicuramente quello di guidare la comunità verso il bene comune.
E il bene comune non è arrestare l’economia perché, se la cosa dovesse protrarsi, gli stipendi tra un mese o due non potranno esser pagati da tutte quelle aziende che hanno sempre reso florida questa Milano e tutto il nostro paese. 
Provate allora a pensare che isterismo si potrebbe avere nel momento in cui non dovessero riuscire a riempire il carrello della spesa come hanno fatto in questi giorni.
Provate a pensarci e realizzerete che l’impegno migliore é quello di veicolare il giusto messaggio, le giuste informazioni senza far creare panico che sta devastando noi e tutta la nostra economia.
L’isterismo e il conseguente blocco dell’economia hanno un tasso di mortalità di gran lunga più alto di un virus che al momento ha ucciso sin ora in Italia un numero esiguo di persone.
Le ultime disposizioni sono di riaprire con alcune limitazioni bar ristoranti e altre attività commerciali.Benissimo.
Ma tutte le altre attività annesse? Musei, stadi, discoteche, palestre, chiese, concerti, show, centri sociali, sono tutt’ora chiusi.
Vorrei spiegare la chiave del Film che tutti noi conosciamo,compresa lei.
La chiave del film è l’unione di noi Milanesi e di tutte le categorie dei commercianti , poiché il bar senza il ristorante fa meno presenze, il ristorante senza la discoteca fa meno coperti, la siae o le aziende di analcolici e alcolici sono al collasso senza le discoteche, i tassisti senza di esse non hanno clienti da portare e gli hotel stessi non hanno clienti per una città diventata improvvisamente la più moribonda al mondo. 
Le palestre (fonte di svago salutare) sono chiuse, luoghi di aggregazione come lo stadio ( calcio = lo sport più amato dagli italiani ) sono chiusi.
Tutta questa macchina chiamata Milano  non può ripartire senza avere tutto aperto : RIPARTIAMO. 
Spegnete questo incubo. Fateci ripartire, già dopo questa settimana trascorsa avremo delle ripercussioni per mesi e mesi,poiché sfido ciascuno di noi a voler andare anche gratis in Cina oggi , per tutto il mondo noi ora siamo come la Cina (focolare del
Corona virus) veniamo visti come un paese insicuro,un paese instabile dove contrarre il virus. 
Non lo dico io, lo dicono gli hotel vuoti, i voli vuoti , i treni vuoti, i mezzi pubblici vuoti, le città deserte. Questa non è Milano, questa non è la Lombardia che noi Lombardi volevamo. Milano e la Lombardia sono il motore pulsante dell’Italia e lei da italiano , Lombardo , si metta una mano sulla coscienza , prenda il telecomando e spenga questo film, ci sono milioni di spettatori con famiglie a carico che applaudirebbero e che finalmente potrebbero riprendere a vedere il nostro solito film quotidiano. L’unico film che vogliamo. 
 
Un vostro concittadino.
L.C.