Un imprinting da ristorante “stellato”

All’interno di un ex cappellificio dell’800, nella vecchia Monza, questo ristorante dal fascino d’antan, ristrutturato conservando intatto il fascino d’allora, con le alte volte di travi in legno a vista, il caminetto a cilindro, un tempo utilizzato nelle diverse fasi di lavorazione dei cappelli; dall’atrio si susseguono sette piccole salette, ognuna ricca di particolari architettonici, posizionate su diversi livelli che creano degli originali soppalchi raggiungibili con un sali-scendi di scale o celate dietro porte e tendaggi dall’effetto teatrale, perfette per romantiche cene a lume di candela o feste più numerose.

Cosa curiosa, ognuna di queste è stata chiamata come uno dei sette vizi capitali: quella per due, ovviamente si chiama Lussuria, quella dietro la tenda rossa Superbia, quella con più coperti Gola, e così via.

Materiale ricorrente è il legno che dà forma a sedie e tavoli e al bancone realizzato re-interpretando un banco da lavoro del cappellificio e decorando il soffitto con le parti di  un antico organo da chiesa; inoltre, tele singolari e dai soggetti inaspettati, specchi di varie forme e dimensioni insieme a lussuose cornici, semplicemente vuote, movimentano le pareti. Continua a leggere