Alla scoperta dei food trend italiani

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Italiani popolo di amanti della tradizione in cucina, ma con la voglia di aggiungere un tocco gourmet ai piatti più classici, pizza in primis che si conferma in cima ai desideri nella versione ricercata ai formaggi francesi e accompagnata da un bicchiere di bollicine. Questo quanto messo in luce dal progetto FOOD EXPLORER, un vero e proprio viaggio alla scoperta dei food trend italiani ideato dal più famoso servizio per ordinare online pranzo e cena a domicilio.   Continua a leggere

AL Kandoo, il sushi che coccola…..

Chi lo ha detto che i ristoranti nipponici della città siano tutti uguali, freddi e minimalisti? Alcune volte basta cambiare indirizzo per dare una significativa svolta alla serata, e poter dire cucina giapponese sì, ma con calda intimità. E’ questo il caso del Kandoo Nippon Restaurant (viale Corsica, 38 (tel. 02 70126079 – www.kandoosushi.it), il locale del giovane (ma non troppo, considerando che la sua è stata una delle prime famiglie cinesi ad intuire il trend milanese di sushi e sashimi) Cheng Hu, che per rifare il trucco al locale, qualche mese fa ha chiamato Nisi Magnoni, l’architetto-designer di molte celebri insegne fusion meneghine.

Nisi questa volta invece che “aggiungere” come un  novello Michelangelo ha deciso di “levare” e, in collaborazione con l’architetto Sabrina Gallini, nell’evolvere il concept del locale, ha scelto di eliminare il superfluo, liberandolo da materiali inutili: “è pura ricerca materica – ha spiegato Nisi –  non un gioco banale! Cosa è successo dunque? Ha tolto il controsoffitto, il soffitto si è innalzato creando una differenza di quote che regala volumetrie d’aria alla piccola location e riportando a vista le originali travi in legno invecchiate dal tempo, mentre dall’alto pendono lampade-scultura realizzate con materiali di riuso: gabbie rettangolari che racchiudono la luce senza intrappolarla,  ma lasciandola fluire tra le sottili sbarre. Anche il resto  degli arredi sono stati pensati per ottenere un ambiente raccolto, da coccola, come la carta da parati tattile color caffè in fogli di silicio alternata a parti di muro invecchiato naturalmente e poi sbiancato; i separé-scultura in aerea lamiera di ferro tagliati al laser che dividono i tavoli e riproducono il gomitolo del logo, la sala tatami e infine l’attenta mise-en-place con runner cacao e sensuali tumbler di vetro asimmetrici che, uniti al diffuso aroma di vaniglia delle candele, completano l’atmosfera emozionale di Kandoo, per una speciale sensazione avvolgente. La coccola prosegue nel menu che, oltre ai classici del Sol Levante, regala una serie di  piatti cotti che spaziano dalle sfiziose capesante fritte servite con maionese giapponese ai kobachi, ovvero le tiepide entratine di crocchette di zucca avvolte nel panko (la panatura giapponese), da intingere in salsa tonkatsu e i Samurai stick, finger di pasta fillo ripieni di gamberi e pesce. Non mancano i kushi, tipici spiedini di pollo piccante (Yaki tori spicy), insaporiti da nanami togarashi (mix giapponese con 7 spezie) o in salsa teriaki (Yaki tori), da accompagnare con croccante riso saltato alle verdure e gamberi e avvolto in una frittatina. Per gli amanti del sushi, le specialità da non perdere qui sono gli Uramaki, il colorato Rainbow a base di granchio, avocado, cetriolo e maionese, ricoperto con tonno, salmone, branzino e avocado, e il New Kandoo Maki della casa che ha un cuore croccante di salmone in pastella e morbido avocado all’esterno.