Empowerment al femminile; intervista alla Head Of Channel di Le Fonti TV Manuela Donghi

Le Fonti Tv è la live streaming television del Gruppo Editoriale Le Fonti, ed è la televisione numero 1 per tematiche su economia, finanza, sfera giuridica, politica. Conta una community certificata focalizzata sul lavoro di oltre 10 milioni di professionisti (studi legali, consulenti aziendali, imprenditori, manager).

E’ nata nel cuore di Milano, in Via Dante, a due passi da Borsa Italiana (niente è lasciato al caso): “ogni giorno seguiamo in diretta le principali notizie a livello internazionale dandone un’interpretazione imparziale ed evidenziandone l’impatto sui diversi settori”-dice Manuela Donghi, Head of Channel di Le Fonti Tv-“Le Fonti TV è ormai una realtà affermata, ma allo stesso tempo sempre in continua crescita che sfrutta il nuovo approccio di TV liquida per espandere il proprio audience.

Siamo on air dall’apertura dei mercati la mattina fino alla chiusura della sera, e da giugno 2020 sono la Head of Channel: la nostra mission è informare in modo sempre puntuale su tutto ciò che riguarda gli argomenti sopra citati, mettendo in contatto diverse realtà per agevolare il business a 360°. Inoltre, ogni giorno diamo molto spazio alla formazione: tutto diventa fruibile se spiegato nel modo giusto. Al pubblico, che è sempre più ampio e variegato, importa capire come la finanza in senso stretto riesca ad amalgamarsi all’economia di tutti i giorni, quella reale: la street economy, insomma. E a questo io tengo moltissimo”. 

Come sei arrivata a ricoprire un ruolo di primo piano in tv?

“Ho sempre fatto questo mestiere! Fin da piccola il mio sogno è stato quello di diventare una giornalista televisiva senza sapere cosa realmente significasse. Già a 7 anni guardavo i telegiornali e imitavo i conduttori in studio dicendo ai miei genitori che avrei voluto fare “quel lavoro lì“. Quindi, mentre studiavo all’Università, ho cominciato a collaborare con alcune emittenti televisive per servizi e conduzioni di trasmissioni e programmi. Prima sono diventata giornalista Pubblicista e poi ho sostenuto l’esame di Stato, diventando Professionista. Ho sempre avuto una passione sfrenata per la scrittura e la stessa passione si è tradotta in amore per la telecamera. Mi piace ascoltare e raccontare storie, notizie, fatti, per poi trasmetterli a chi mi segue. Ecco, considero questo il mio “ruolo di primo piano in tv”: esserci sempre e cercare di non deludere il pubblico. Concretamente parlando, credo di aver conquistato questo ruolo non smettendo mai di crederci: fare giornalismo televisivo è meraviglioso, ma anche spietato e pressante. Si ha la sensazione di non poter mai allentare la presa”. 

A tuo avviso, le donne sono ancora penalizzate nel mondo del lavoro e in particolare nel mondo giornalistico e in tv?

“Sarò molto sincera perché non amo la retorica e il politically correct a tutti i costi. Io sono una donna, e in quanto tale sensibilissima e sempre molto attenta a tutto ciò che non va, e credimi che ogni giorno mi arrabbio per i non-passi che facciamo…… ma non sono una femminista. Vorrei però spiegarmi meglio, per evitare incomprensioni di sorta: io, Manuela Donghi, non sono femminista, così come non sono nulla che possa essere associato a una “categoria”: sono “semplicemente” amante della giustizia e dell’equità sociale. Non sopporto le targettizzazioni, gli elenchi e i confronti inutili: donne-uomini, belli-brutti, magri-grassi, e via dicendo. Concepisco solo UNA differenza, quella tra merito-non merito, talento-non talento. Insomma, io dò per scontato che non vi siano differenze e non ho bisogno di dirlo, men che meno di gridarlo. Ribadirlo equivale a evidenziare che esistono categorie appunto DIVERSE. Ma, diverse da cosa? Da chi?

Però non ho la vista annebbiata e sono costretta a dire che il problema è che invece nel nostro Paese si procede proprio per classificazioni, anche quando non lo si ammette: questo modus operandi fa parte di un retaggio culturale che non è ancora stato spazzato via, anche se ci sentiamo grandi e moderni innovatori. E quindi, tanto per rispondere alla tua domanda, sì, credo che le donne siano ancora penalizzate nel mondo del lavoro, e di conseguenza anche in ambiente giornalistico e televisivo, con l’aggravante che, se parliamo di televisione, dove l’immagine è importante e centrale, le donne belle sono viste come belle e punto. Ossia: se sono fisicamente piacenti, possono stare in video solo per quello senza aver bisogno di molto altro. La notizia è che, invece, proprio loro hanno bisogno di dimostrare di più, proprio per questi stupidi stereotipi”.

Quali consigli dai alle ragazze che si avvicinano a questa professione?

“Oggi sembra quasi che, per fare giornalismo o tv basti avere uno smartphone di ultima generazione e saper dire tre cose davanti a una telecamera. Il problema è che, anche chi fa già questo mestiere, talvolta lo pensa. Quando avverto questa convinzione non so se ridere o piangere… il consiglio? Osservare molto. Sempre. Guardare i professionisti nei minimi dettagli, anche il loro modo di tenere una cartelletta, ad esempio. Sembrerà stupido ma a me è servito tantissimo.

Questo è un lavoro di contenuti prima di tutto (quindi banalmente potrei dire che occorre studiare, ma lo dò per scontato e come detto non reggo la retorica), ma anche di portamento, movimenti, ritmo, empatia. E’ un lavoro che va amato e coltivato tutti i giorni, non si finisce mai di definire noi stessi: guardarsi allo specchio, provare e riprovare, e soprattutto mettersi sempre alla prova senza dare per scontato niente, quindi senza pensare di essere infallibili, ma nello stesso tempo anche osando. Bisogna ovviamente essere audaci con intelligenza e coscienza, ma è un lavoro nel quale occorre buttarsi. Insomma, come dico io, peperoncino addosso e sana faccia tosta”. 

Quale è nel 2021 il potere delle donne?

“E’ il potere che ha chiunque: oggi abbiamo a disposizione tanti mezzi per farci vedere e sentire. Spesso però non li sfruttiamo come dovremmo. E poi molte volte sono le stesse donne a essere nemiche delle donne. O vogliamo far finta che non sia così?”

Quale è il valore aggiunto che porta una donna quando è a capo di una tv come te?

“Non è semplicissimo rispondere a questa domanda perché è come chiedermi quale sia il MIO valore aggiunto. Ma ti rispondo in senso assoluto e molto francamente. Credo che una donna riesca a guardare con maggiore sensibilità tutto, anche gli elementi più freddi e astratti. E credo che possa sviluppare una empatia più mirata, che possa essere più “materna” (come è nella sua natura), e quindi maggiormente avvolgente, un valore aggiunto che spesso manca.

Nel mio specifico caso ci metto anche il gusto estetico, e da buona Bilancia quale sono è molto sviluppato, e mi darai atto che per guidare una televisione, avere un occhio di riguardo per l’estetica è necessario visto che la tv si guarda! Però, per concludere, insisto e mi ricollego a quanto specificato fin dall’inizio di questa chiacchierata: non esiste una unica via, tutto è relativo, e io non ragiono mai per “quote rosa o azzurre o di qualsiasi altro colore”. 

www.lefonti.tv

Movida

Informazioni su Lovatelli Caetani

Giornalista, Luxury Consultant, Opinionista e Blogger, caratterizzata dal Green Think e dal suo impegno in www.greenandglam.it e nella riscrittura della realtà dell'arte con www.rewriters.it.E' una delle "firme" più autorevoli sui temi delle dimore d'epoca e patrimoni familiari storici. Si avvale del suo contributo professionale Assocastelli (associazione che rappresenta i più importanti gestori e proprietari di dimore storiche italiane impiegate anche per attività socio-culturali). Anticipa, o, talvolta, crea tendenze e le lancia sulle testate con le quali collabora. Modera presentazioni di libri. Collabora con tgcom 24, il settimanale Nuovo e altre testate, si occupa di programmi sociali, come www.primadelclick.it- svolge attività di ufficio stampa. Un passato da modella, lavoro accantonato per dedicarsi allo sport e allo studio, dopo il diploma di Liceo Classico, quello di Copy Writer all’International College of Design, così come quello di Fitness Instructor conseguito all’Ospedale Sacco di Milano, si dedica alla sua passione, la scrittura e affronta ogni nuova sfida con serietà, iscrivendosi anche a corsi di dizione, di teatro e recitazione, al CTA di Milano-repertorio di Marguerite Yourcenar-per offrire sempre il massimo della professionalità, anche nella conduzione tv. Si Laurea In Scienze Politiche, Storia dei Trattati e Diritto Internazionale, con una Tesi dedicata alla Politica Estera Vaticana e al Libano come centro geopolitico internazionale. Ha collaborato con La Prealpina di Varese,La Notte, il Giornale, Panorama, Libero, Il Tempo, TgCom 24 le assegna un suo blog, For Men e Natural Style, Cronaca Qui. Collabora anche con riviste dedicate al fitness, alcune riviste le assegnano l'incarico di caporedattore di testate, collabora anche con molte radio, 101, Radio Lombardia, 105 Classics, M2O, Radio Rai Uno e Radio Rai Due, dove è iniziata la sua formazione radiofonica, con autori storici della Rai, come Lillo Perri e Mila Vajani. Per la televisione: Telelombardia, dove Daniele Vimercati le insegna a fare giornalismo tv a 360 gradi, Antenna 3, dove è stata autrice e conduttrice, Rai, con Corrado Tedeschi, Matchmusic, Play tv, Fun tv, Odeon, Vero tv, Discovery Channel, dove è stata selezionata come esperta di tendenze. Ha vinto il Premio Cortina Press e il Premio News Cup destinato ai personaggi che si sono distinti per capacità di comunicazione, scrittura e arte e pubblicato un libro sullo stadio Giuseppe Meazza, un progetto dell’Assessorato allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Milano, per il quale ha ideato la Prima Notte dello Sport, allestendo un ring in corso Como, con atleti e appassionati. Ha tenuto al Polimoda di Firenze alcune lezioni di trendsetting e collabora con IULM per il Master in Comunicazione in Beauty e Wellness. Francesca nasce in una famiglia che annovera tra i suoi avi, Papi, Cardinali, una donna Accademica dei Lincei, la sua trisnonna, ma per lei le vicende delle famiglie aristocratiche sono interessanti dal punto di vista delle figure che hanno contribuito a livello di cultura, arte, in veste di benefattori, come fisiognomica dei volti e come tradizione, perché la vera nobiltà è quella dell'anima.

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