Ad ogni età una diversa chirurgia

La chirurgia plastica e i processi di  modificazione del corpo e  sono i moderni “riti di passaggio”. Il 25% degli interventi richiesti interessa passaggi di status sociale come matrimoni, separazioni e divorzi.
Da sempre le società umane hanno usato le celebrazioni per condividere e rendere noti a tutti i passaggi di status dei suoi appartenenti: l’ingresso alla vita adulta, le prove di ammissione allo status di ‘uomo’, le feste per il menarca delle donne e altre usanze come il matrimonio e la relativa esposizione del lenzuolo dopo la prima notte di nozze che nelle società del Sud doveva ‘certificare’ la purezza della sposa. Nonostante i tempi abbiano subito un’ accelerazione e molti comportamenti siano cambiati l’essere umano ha bisogno di riti e rituali che scandiscono la propria esistenza nella comunità. Ecco allora che si festeggiano battesimi, comunioni, lauree e matrimoni così come promozioni sul lavoro e nascite dei figli.

Esiste una vera e propria ‘antropologia del corpo’: non a caso proprio le donne sono quelle che ricercano la chirurgia come un vero ‘rito di passaggio’. Se sino a 50 anni le donne affrontavano poche tappe ‘iniziatiche ‘che si concludevano con la menopausa (morte sociale), oggi hanno conquistato orizzonti vastissimi. A 50 anni le donne sono nel pieno della carriera, possono aspirare a nuove relazioni e ipotetiche maternità. Tradizioni che sono state integrate da modificazioni del corpo. Si è più connessi ma si sente un bisogno di appartenenza ancora maggiore che si testimonia con strumenti variabili e temporanei: dal look alle modificazioni permanenti come ritocchi estetici e interventi di chirurgia plastica.

“Mai come oggi l’attenzione si è spostata sul corpo ma il fenomeno è tutt’altro che nuovo” spiega il Prof. Pietro Lorenzetti, specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica a Roma, Milano e Catania  “la letteratura etnografica e le ricerche antropologiche sono ricchissime di esempi più o meno cruenti: tagli, incisioni e scarificazioni che determinano l’appartenenza, allungamento di labbra e lobi delle orecchie, allungamento del collo tramite l’applicazione di collari rigidi ma anche l’applicazione di piercing ornamentali sui capezzoli. Senza dimenticare la fasciatura dei piedi delle bambine giapponesi affinché rimanessero piccole e sottomesse da una deformità. Il comune denominatore di queste pratiche è il dolore che rappresenta esperienza e tappa necessaria per acquisire uno status diverso e più elevato. Il corpo diventa quindi uno strumento di comunicazione: esistono tatuaggi tipici che accomunano i membri di particolari corpi militari, i carcerati ma anche gli affiliati alle gang cittadine. Il corpo è materia malleabile e viene  plasmato per costruire l’individuo sociale.”

I riti sono caratterizzati da tre fasi fondamentali: la fase di separazione in cui l’individuo si allontana dal gruppo sociale, quella di transizione e quella di riaggregazione che prevede il rientro nel gruppo. La tempistica di un intervento chirurgico riproduce esattamente questa dinamica in cui la convalescenza rappresenta la separazione momentanea per rientrare migliorati. L’ansia e l’aspettativa sono le emozioni dominanti di tutto il processo e l’anestesia diventa il momento simbolico della sospensione e  del passaggio verso la nuova fase ambita.

“Proprio come nei rituali tradizionali può essere necessaria la presenza di una figura che ‘guidi’ la persona attraverso questo processo” prosegue Lorenzetti “qui abbiamo il medico che deve avere la sensibilità di intercettare e interpretare i reali moventi interiori. Nei casi di passaggio è importante ad esempio che la persona abbia superato la fase del dolore e del distacco dallo status precedente. Modificare un tratto fisico non è una panacea l dolore interiore di una perdita. Ecco allora che i passaggi di status sociale vengono celebrati rimettendo indietro le lancette dell’orologio. Una separazione, elaborato il fisiologico lutto affettivo, viene seguita sempre più spesso da un investimento sul proprio aspetto. Quando la chirurgia viene usata per sancire un momento particolare si sceglie una parte del corpo visibile: seno per le trentenni, fianchi e glutei a 40 anni e occhi e volto a 50.

Le donne vogliono che il loro aspetto le DESCRIVA completamente. Un altro momento in cui le donne si sottopongono a interventi è il momento in cui i figli vanno via di casa e nelle giovanissime l’ingresso nel mondo del lavoro. Hanno più tempo per se stesse e tornano ad investire sul rapporto di coppia. E se il matrimonio si rivela stanco e usurato le persone preferiscono tentare con un nuovo partner piuttosto che affrontare una lunga terapia.  Ecco come il passaggio dal chirurgo diventi sentito come obbligato.  In fondo i moventi sono sempre gli stessi, è cambiato solo lo scenario.

Movida

Informazioni su Lovatelli Caetani

Giornalista, Opinionista, Conduttrice Radio e tv e Blogger. Anticipa, o, talvolta, crea tendenze e le lancia sulle testate con le quali collabora, tra quotidiani, settimanali, mensili, radio, internet, tv-www.francescalovatelli.com Modera presentazioni di libri e partecipa come opinionista ad alcune trasmissioni. Attualmente collabora con tgcom 24, Il Giornale, il settimanale Nuovo e Cool in Milan, si occupa di programmi sociali, come quelli legati alla tutela degli adolescenti, al bullismo e al cyberbullismo, è Ufficio Stampa di www.primadelclcik.it, svolge attività di ufficio stampa per famosi brand del settore food e vitivinicolo, noti ristoranti, locali fashion, personaggi del mondo della tv, è impegnata su cause e programmi sociali, come primadelclick.it, grandi chef, scrittori. Un passato da modella, lavoro accantonato per dedicarsi allo sport e allo studio, dopo il diploma di Liceo Classico, quello di Copy Writer all’International College of Design, così come quello di Fitness Instructor conseguito all’Ospedale Sacco di Milano, si dedica alla sua passione, la scrittura e affronta ogni nuova sfida con serietà, iscrivendosi anche a corsi di dizione, di teatro e recitazione, al CTA di Milano-repertorio di Marguerite Yourcenar-per offrire sempre il massimo della professionalità, anche nella conduzione tv. Si Laurea In Scienze Politiche, Storia dei Trattati e Diritto Internazionale, con una Tesi dedicata alla Politica Estera Vaticana e al Libano come centro geopolitico internazionale, diventa collaboratrice de La Prealpina di Varese,La Notte, il Giornale, di Panorama-Periscopio, Libero, Il Tempo, con una rubrica e una collaborazione come corrispondente per le sfilate milanesi,TgCom 24 le assegna un suo blog, For Men e Natural Style due rubriche, così come Cronaca Qui. Collabora anche con riviste dedicate al fitness, alcune riviste le assegnano l'incarico di caporedattore e direttore di testate, collabora anche con molte radio, da 101 a Radio Lombardia, passando per 105 Classics, M2O, Radio Rai Uno e Radio Rai Due, dove è iniziata la sua formazione radiofonica, con autori storici della Rai, come Lillo Perri e Mila Vajani. Per la televisione non succede nulla di diverso: da Telelombardia, dove Daniele Vimercati le insegna a fare giornalismo tv a 360 gradi, ad Antenna 3, dove è stata autrice e conduttrice, alla Rai, con Corrado Tedeschi, a Matchmusic, solo per citarne alcune, così come Play tv, Fun tv, Odeon, Vero tv come opinionista, Discovery Channel, dove è stata selezionata come esperta di tendenze. Ha vinto il Premio Cortina Press e il Premio News Cup destinato ai personaggi che si sono distinti per capacità di comunicazione, scrittura e arte e pubblicato un libro sullo stadio Giuseppe Meazza, un progetto dell’Assessorato allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Milano, per il quale ha ideato la Prima Notte dello Sport, allestendo un ring in corso Como, con atleti e appassionati. Ha tenuto al Polimoda di Firenze alcune lezioni di trendsetting. Modera presentazioni di libri ed eventi, partecipa a programmi tv come opinionista, realizza, come giornalista in video, servizi e interviste. Insomma, il suo percorso da giornalista è a tutto tondo, caso più unico che raro nel panorama italiano. Negli ultimi anni ha anche curato, come Ufficio Stampa, numerosi brand in fase di lancio o gia’ noti, si è occupata di strutture turistiche, organizzato mostre per giovani artisti, press preview per concept store dedicati al food, ristoranti e locali alla moda, o design, personaggi, societa' di comunicazione,grandi eventi. Francesca nasce in una famiglia che annovera tra i suoi avi, Papi, Cardinali, una donna Accademica dei Lincei, la sua trisnonna, ma per lei le vicende delle famiglie aristocratiche sono interessanti dal punto di vista delle figure che hanno contribuito a livello di cultura, arte, in veste di benefattori, come fisiognomica dei volti e come tradizione, perché la vera nobiltà è quella dell'anima.

Una risposta a “Ad ogni età una diversa chirurgia

  1. sono divorziata, ho 49 anni, io pure vorrei fare qualche cambiamento nel mio corpo ma purtroppo non posso, vivo di stipendio. Penso che l’unica cosa per me è di conoscere un bravo specialista in Chirurgia Plastica e……sposarmelo 🙂

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