La vera storia di San Valentino

“…il giorno di San Valentino… lei era entrata vergine e uscì che non lo era più…” canta Ofelia nel quarto atto dell’Amleto di Shakespeare. O ancora: “Era il giorno di”, ovvero il 14, la metà di febbraio: il giorno del “ritorno degli uccelli al nido”, come si legge già in Chaucer nel 1378.
Questo paio di esempi dotti, per spiegare che con la festa del 14 febbraio il Santo in sé ha poco a che fare. Che poi i santi in questione sono almeno due, uno a Terni e uno a Roma, entrambi martiri sotto Claudio il Gotico nel III secolo. Si occupavano di appestati, epilettici, gozzuti, erniosi, orbi e storpi: e per quanto riguarda gli innamorati niente ancora.
Il 14 febbraio, quale che fosse il santo vigente, fu inizialmente una ricorrenza anglossassone del ‘ritorno al nido’, legata non alle tradizioni religiose, ma alla stagionalità, e con doppi sensi tutt’altro che pii.
La data e i doni di San Valentino si ufficializzano come tradizione del fidanzamento con i pescatori di merluzzi e i cacciatori di balene americani all’inizio del secolo scorso. La tradizione è nata quando i pescatori si misero d’accordo per rientrare tutti assieme nei porti a data fissa, dando quell’unico  appuntamento ai compratori provenienti da terra. In questo modo nessuno arrivava in anticipo con le primizie o altri restavano più a lungo in mare a riempire le stive, la data prescelta per questa ‘par condicio’ fu anche quella stagionalmente più corretta, e già tradizionalmente marcata dal ‘ritorno’, ovvero il 14 febbraio, ma non in quanto ‘sanvalentino’: il nome del santo poteva da sempre essere qualsiasi altro.
Oltre che con i compratori, pescatori e balenieri si ritrovavano pure con le loro donne, quali già mogli, quali ‘aspiranti’,  e se la cattura dei merluzzi e delle balene era stata proficua, fioccavano i fidanzamenti e i matrimoni. In navigazione venivano pertanto preparati dei doni da consegnare alle beneamate tornando, i ‘sailor’s valentines’ conchiglie incise, ricamini, intagli in legno, dalla cui tradizione derivano nella seconda metà dell’’800  le cartoline: è del 1870 la fondazione nel Massachusetts della “New England Valentine Company” da parte della cartolaia Ester Howland.
Ma già ben prima nelle Barbados e in altre isole caraibiche era fiorito tutto un artigianato industriale per produrre ‘valentini’ da vendere a quei marinai di passaggio che avevano preferito trascorrere il tempo libero a bordo giocando a carte e bevendo: alla salute delle loro donne lontane.
E San Valentino (quale?) stava a guardare.
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Informazioni su Lovatelli Caetani

Giornalista esperta, anticipa, o, talvolta, crea tendenze e le lancia sulle testate con le quali collabora, tra quotidiani, settimanali, mensili, radio, internet, tv. Modera presentazioni di libri e partecipa come opinionista ad alcune trasmissioni. Attualmente collabora con Libero, tgcom 24 e Radio Number One, svolge attività di ufficio stampa per famosi brand del settore food e vitivinicolo, noti ristoranti, locali fashion, personaggi del mondo della tv, è impegnata su cause e programmi sociali, come primadelclick.it, grandi chef, scrittori. Un passato da modella, lavoro accantonato per dedicarsi allo sport e allo studio, dopo il diploma di Liceo Classico, quello di Copy Writer all’International College of Design, così come quello di Fitness Instructor conseguito all’Ospedale Sacco di Milano, si dedica alla sua passione, la scrittura e affronta ogni nuova sfida con serietà, iscrivendosi anche a corsi di dizione, di teatro e recitazione, al CTA di Milano-repertorio di Marguerite Yourcenar-per offrire sempre il massimo della professionalità, anche nella conduzione tv. Si Laurea In Scienze Politiche, Storia dei Trattati e Diritto Internazionale, con una Tesi dedicata alla Politica Estera Vaticana e al Libano come centro geopolitico internazionale, diventa collaboratrice de La Prealpina di Varese,La Notte, il Giornale, di Panorama-Periscopio, Libero, Il Tempo, con una rubrica e una collaborazione come corrispondente per le sfilate milanesi,TgCom 24 le assegna un suo blog, For Men e Natural Style due rubriche, così come Cronaca Qui. Collabora anche con riviste dedicate al fitness, alcune riviste le assegnano l'incarico di caporedattore e direttore di testate, collabora anche con molte radio, da 101 a Radio Lombardia, passando per 105 Classics, M2O, Radio Rai Uno e Radio Rai Due, dove è iniziata la sua formazione radiofonica, con autori storici della Rai, come Lillo Perri e Mila Vajani. Per la televisione non succede nulla di diverso: da Telelombardia, dove Daniele Vimercati le insegna a fare giornalismo tv a 360 gradi, ad Antenna 3, dove è stata autrice e conduttrice, alla Rai, con Corrado Tedeschi, a Matchmusic, solo per citarne alcune, così come Play tv, Fun tv, Odeon, Vero tv come opinionista, Discovery Channel, dove è stata selezionata come esperta di tendenze. Ha vinto il Premio Cortina Press e il Premio News Cup destinato ai personaggi che si sono distinti per capacità di comunicazione, scrittura e arte e pubblicato un libro sullo stadio Giuseppe Meazza, un progetto dell’Assessorato allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Milano, per il quale ha ideato la Prima Notte dello Sport, allestendo un ring in corso Como, con atleti e appassionati. Ha tenuto al Polimoda di Firenze alcune lezioni di trendsetting. Modera presentazioni di libri ed eventi, partecipa a programmi tv come opinionista, realizza, come giornalista in video, servizi e interviste. Insomma, il suo percorso da giornalista è a tutto tondo, caso più unico che raro nel panorama italiano. Negli ultimi anni ha anche curato, come Ufficio Stampa, numerosi brand in fase di lancio o gia’ noti, si è occupata di strutture turistiche, organizzato mostre per giovani artisti, press preview per concept store dedicati al food, ristoranti e locali alla moda, o design, personaggi, societa' di comunicazione,grandi eventi.Collabora come account di Media Production. Francesca nasce in una famiglia che annovera tra i suoi avi, Papi, Cardinali, una donna Accademica dei Lincei, la sua trisnonna, ma per lei le vicende delle famiglie aristocratiche sono interessanti dal punto di vista delle figure che hanno contribuito a livello di cultura, arte, in veste di benefattori, come fisiognomica dei volti e come tradizione, perché la vera nobiltà è quella dell'anima.

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