Ritratti di donne eccezionali: Ornella Auzino

L’Italia è colma di donne eccezionali, belle, di quella bellezza e forza interiore che ti conquista subito, se sai cogliere la loro essenza. Sono le donne che, come ben sapete, mi piace intervistare. E’ il caso di Ornella Auzino, pellettiera ed imprenditrice napoletana da generazioni, che produce borse per grandi marchi del lusso e che ha deciso di lanciare la sua sfida con determinazione, sfidando la corruzione dilagante e racchiudendo a sua storia in un libro, “Le mie borse”, che racconta il difficile percorso che l’ha portata ad una rivincita contro il proliferare di illegalità e crimine organizzato del capoluogo campano. 

 

 

Hai sempre avuto il sogno di creare borse sin da bambina?

“No, da bambina sognavo di fare il Commissario di Polizia e di fare la volontaria in Africa. Non vedevo quasi mai i miei genitori e per me le borse hanno rappresentato per tanti anni la parte “peggiore” della mia esistenza. Soprattutto quando mio padre è fallito e l’azienda è colata a picco. Per anni ho odiato la fabbrica e mi rifiutavo di vederla come il mio futuro. Eppure sono stata lì da bambina fino all’adolescenza. Creare borse è stata una decisione in età adulta e con la consapevolezza che non sarebbe stato solo produrre oggetti, ma dare il mio contributo alla mia terra ed a chi non ha voce”.

In un ambiente imprenditoriale una donna è ancora penalizzata?

“È un settore altamente maschilista sotto molti fattori. Quello familiare che difficilmente identifica nella figlia femmina, la figura dell’imprenditore e del commerciale. Si pensa che poi farà figli e non avrà il tempo per poter seguire l’azienda. C’è il fattore sociale che predilige la leadership maschile perché le donne vengono viste come troppo “fragili” e quindi poco affidabili. C’è infine il fattore dell’emancipazione femminile che è a livelli ancora troppo bassi. Le donne non sentono, spesso, il bisogno di contribuire allo sviluppo economico e sociale del nostro paese. Non studiano, non escono dalle loro quattro mura e se hanno aziende magari si accontentano di essere le retrovie dei genitori. Non trovo nulla di sbagliato nell’essere mamma e casalinga, ma credo che si possa essere una buona mamma e moglie anche lavorando e sentendosi realizzate”.

5 anni fa, con la crisi economica del settore, la sua azienda stava chiudendo, oggi,  invece, da 6 dipendenti, Ornella è arrivata ad averne 24, ha passato situazioni complicate, ma ha saputo rialzare la testa.

Come sei riuscita a risollevare la tua azienda?

“Un merito che mi riconosco è aver capito che i numeri dell’azienda non funzionavano e che se non avessi trovato clienti più profittevoli, che pagavano meglio e soprattutto pagavano, non sarei arrivata da nessuna parte. Tanto valeva chiudere che continuare a produrre come fornitore di terzo o quarto livello, per marchi che nemmeno sapevano della mia esistenza. Così tra una lacrima, anzi più di una, ho cominciato a riprendere i libri in mano e soprattutto il web. Ho imparato che esisteva un mondo nuovo per me, anche se faccio il terzista. Esisteva l’online. Ho cominciato ad usare i social, tra blog e canale YouTube, ho coltivato nuovi rapporti di lavoro. Io benedico i social e tutto quello che di buono mi hanno portato, soprattutto per aver ampliato la mia rete di conoscenze. Se dovessi dare un consiglio a chi sta vivendo nella mia situazione, di sicuro è quello di studiare ed imparare a comunicare il proprio messaggio imprenditoriale sui social. A questo però bisogna sempre aggiungere di imparare a fare cose nuove e leggere tanto, su qualunque argomento”.

Hai fatto tutto da sola o il tuo team ti è stato vicino?

“Inizialmente sì, perchè tutti credevano che fossi pazza ed un po’ lo ero. Rinunciare a lavori malfamati ma che davano l’illusione di “stare aperti” sembrava  una follia. Ora a posteriori e con razionalità, chiunque mi appoggerebbe ma quando sei coinvolto emotivamente non vedi tante cose. Quindi la miccia l’ho innescata io ma senza la mia squadra incredibile, che ho costruito a piccoli passi, non sarei andata lontano. Ad un certo punto ho dovuto fare i conti con il mio egocentrismo, quello che spesso annebbia noi imprenditori. Non potevo essere io la più brava in azienda. Sì, bello avere la pacca sulla spalla e il complimento, ma svolgere tante mansioni non mi avrebbe permesso di crescere. Ho cominciato così a creare delle micro aree dove ero nemmeno sufficientemente brava (ma per le quali mi sentivo un fenomeno 🙂 e le ho delegate a persone 10 volte, almeno, più brave di me. Chiunque mi sta intorno è molto più bravo di me. Delle volte mi sento fuori luogo guardandomi intorno ma allo stesso tempo sono orgogliosa di chi mi circonda, professionisti e collaboratori”.

Quante donne e quanti uomini ci sono nel tuo fedele team?

Il 60% è composto da donne ed hanno ruoli prevalentemente o indipendenti o dirigenziali (consulente del lavoro, fiscale, PR, aiuto blog, responsabili di produzione). Gli uomini sono invece gli esecutori perfetti ed il mio braccio destro o alter ego, come lo chiamano in tanti, è uomo. Mentre il braccio sinistro è donna. Anche a livello familiare, in azienda, ho il 50% donna con mia madre e l’altro 50% uomo con mio marito. In più con l’azienda di mio marito e mia, abbiamo avuto 6 gravidanze in 4 anni, che fanno pensare che il clima aziendale e la progettualità, dia sicurezza per il futuro. Sarebbe bello poter creare un giorno il nido aziendale, adiacente per dare la possibilità alle neo mamme di passare le pause con i loro piccoli”.

C’è una borsa dei tuoi sogni che non hai ancora creato?

 

“La borsa dei miei sogni è una cartella professionale da donna, una borsa da lavoro. Mio padre, negli anni d’oro produceva borse professionali e per me significherebbe chiudere il cerchio ed allo stesso tempo tornare un po’ bambina, con la differenza che ora dalla fabbrica non riesco più a staccarmi”.

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Informazioni su Lovatelli Caetani

Giornalista, Luxury Consultant, Opinionista e Blogger. E' una delle "firme" più autorevoli sui temi delle dimore d'epoca e patrimoni familiari storici. Si avvale del suo contributo professionale Assocastelli (associazione che rappresenta i più importanti gestori e proprietari di dimore storiche italiane impiegate anche per attività socio-culturali). Anticipa, o, talvolta, crea tendenze e le lancia sulle testate con le quali collabora. www.francescalovatelli.com Modera presentazioni di libri. Collabora con tgcom 24, Il Giornale.it, il settimanale Nuovo e altre testate, si occupa di programmi sociali, come www.primadelclick.it- svolge attività di ufficio stampa. Un passato da modella, lavoro accantonato per dedicarsi allo sport e allo studio, dopo il diploma di Liceo Classico, quello di Copy Writer all’International College of Design, così come quello di Fitness Instructor conseguito all’Ospedale Sacco di Milano, si dedica alla sua passione, la scrittura e affronta ogni nuova sfida con serietà, iscrivendosi anche a corsi di dizione, di teatro e recitazione, al CTA di Milano-repertorio di Marguerite Yourcenar-per offrire sempre il massimo della professionalità, anche nella conduzione tv. Si Laurea In Scienze Politiche, Storia dei Trattati e Diritto Internazionale, con una Tesi dedicata alla Politica Estera Vaticana e al Libano come centro geopolitico internazionale. Ha collaborato con La Prealpina di Varese,La Notte, il Giornale, Panorama, Libero, Il Tempo, TgCom 24 le assegna un suo blog, For Men e Natural Style, Cronaca Qui. Collabora anche con riviste dedicate al fitness, alcune riviste le assegnano l'incarico di caporedattore di testate, collabora anche con molte radio, 101, Radio Lombardia, 105 Classics, M2O, Radio Rai Uno e Radio Rai Due, dove è iniziata la sua formazione radiofonica, con autori storici della Rai, come Lillo Perri e Mila Vajani. Per la televisione: Telelombardia, dove Daniele Vimercati le insegna a fare giornalismo tv a 360 gradi, Antenna 3, dove è stata autrice e conduttrice, Rai, con Corrado Tedeschi, Matchmusic, Play tv, Fun tv, Odeon, Vero tv, Discovery Channel, dove è stata selezionata come esperta di tendenze. Ha vinto il Premio Cortina Press e il Premio News Cup destinato ai personaggi che si sono distinti per capacità di comunicazione, scrittura e arte e pubblicato un libro sullo stadio Giuseppe Meazza, un progetto dell’Assessorato allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Milano, per il quale ha ideato la Prima Notte dello Sport, allestendo un ring in corso Como, con atleti e appassionati. Ha tenuto al Polimoda di Firenze alcune lezioni di trendsetting e collabora con IULM per il Master in Comunicazione in Beauty e Wellness. Francesca nasce in una famiglia che annovera tra i suoi avi, Papi, Cardinali, una donna Accademica dei Lincei, la sua trisnonna, ma per lei le vicende delle famiglie aristocratiche sono interessanti dal punto di vista delle figure che hanno contribuito a livello di cultura, arte, in veste di benefattori, come fisiognomica dei volti e come tradizione, perché la vera nobiltà è quella dell'anima.

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